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Stupro Pilastro, la vittima: “Ho provato a difendermi”. L’arrestato: “Avevamo una relazione”

La ricostruzione dello stupro al Pilastro. La 12enne ha dichiarato di aver cercato di difendersi. L'uomo ha dichiarato che avevano una relazione.

Polizia

La ricostruzione dello stupro al Pilastro. La 12enne ha dichiarato di aver cercato di difendersi. L’uomo ha dichiarato che avevano una relazione. Ci sono anche foto e video che testimoniano la violenza sessuale. 

Stupro Pilastro, le parole della vittima di 12 anni

Mi ha buttata sul letto e mi ha tappato la bocca per non farmi urlare, io cercavo di difendermi con calci e pugni” ha dichiarato la ragazzina di 12 anni, che è stata violentata dal suo vicino di casa, un uomo di 30 anni. La ricostruzione dello stupro è davvero agghiacciante. La violenza si è consumata all’interno di un appartamento Acer del Pilastro ed è stata descritta nell’ordinanza con cui il gip Alberto Ziroldi ha disposto la convalida dell’arresto nei confronti dell’uomo di 30 anni che ha busato della ragazzina.

L’uomo è stato salvato dalla polizia, mentre il padre della vittima e altre trenta persone si stavano facendo giustizia da sole. 

Stupro Pilastro, le immagini della violenza 

La stessa versione è stata raccontata dalla bambina al suo papà e ai sanitari dell’ospedale Sant’Orsola, che l’hanno visitata. “Mi ha afferrata con forza e mi ha messo sopra il letto e mi ha spogliata” ha raccontato la 12enne. La visita al policlinico ha confermato l’avvenuta violenza.

Il 30ennne aveva anche scattato delle foto e aveva riferito che si sarebbero dovuti incontrare ogni dieci giorni per consumare un rapporto sessuale. L’uomo non ha negato che ci sia stato un rapporto con la ragazzina, ma si è giustificato spiegando che tra di loro era in corso una relazione iniziata a luglio

Stupro Pilastro, le parole dell’arrestato

L’uomo di 30 anni aveva un precedente e anche in quella situazione aveva rischiato il linciaggio da parte dei familiari della vittima.

Per questo motivo si era trasferito a Bologna. Quando il giudice gli ha fatto notare delle incongruenze nel suo racconto, l’uomo ha cercato di giustificarsi raccontando che era la vittima a cercarlo. Ha tentato di scaricare su di lei tutta la sua responsabilità. “Anche volendo prestare fede a queste dichiarazioni resta comunque il limite della rilevanza penale per la violenza sessuale su una minore di 14 anni” ha spiegato il giudice, sottolineando che “ha approfittato dell’amicizia della bambina per dare sfogo al proprio incontrollato impulso sessuale“. 

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