Una nuova conversazione telefonica tra Vladimir Putin e Donald Trump riporta al centro della scena diplomatica il conflitto in Ucraina e le tensioni internazionali più ampie. Il dialogo, durato circa un’ora e mezza, ha toccato ipotesi di tregua, scenari negoziali e dossier globali come Iran e Medio Oriente, con aperture e valutazioni incrociate tra i due leader su possibili sviluppi futuri.
Telefonata tra Putin e Trump: temi globali, diplomazia e prospettive future
La conversazione ha toccato anche scenari internazionali più ampi, in particolare Iran e Medio Oriente. Putin avrebbe giudicato positivamente la scelta di estendere il cessate il fuoco nell’area iraniana, ritenendo che “Putin ritiene corretta la decisione di Trump di estendere il cessate il fuoco intorno all’Iran, che dovrebbe contribuire a stabilizzare la situazione”, mentre avrebbe avvertito che “un’operazione di terra contro l’Iran sarebbe del tutto inaccettabile e pericolosa”.
Tra i dossier affrontati figurano anche le tensioni nel Golfo e le conseguenze sullo stretto di Hormuz, cruciale per gli approvvigionamenti energetici globali.
I due leader hanno inoltre discusso possibili collaborazioni economiche ed energetiche, parlando di “grandi prospettive di progetti reciprocamente vantaggiosi nei settori dell’economia e dell’energia”, e concordando di “mantenere i contatti sia a livello personale che a livello di collaboratori”.
Nel corso del dialogo, Putin ha anche rivolto un augurio a Melania Trump, riconoscendo il suo impegno nel ricongiungimento di minori russi e ucraini con le rispettive famiglie.
Donald Trump ha definito il colloquio “molto positivo”, pur ribadendo che il tema centrale resta il conflitto in Ucraina, mentre da Mosca si sottolinea un’attenzione significativa anche alla situazione iraniana. Ushakov ha descritto la telefonata come “serena e professionale”, precisando che l’iniziativa sarebbe partita dalla Russia e che Mosca si dice pronta a contribuire a un percorso negoziale. In questo contesto, emergono anche scambi di pressioni reciproche: Putin avrebbe invitato Trump a non procedere con azioni militari contro l’Iran, mentre il presidente americano avrebbe sollecitato la fine dell’invasione in Ucraina.
Telefonata tra Putin e Trump, il Cremlino: “Tregua in Ucraina il 9 maggio”
Una lunga conversazione telefonica, durata circa un’ora e mezza, ha visto protagonisti Vladimir Putin e Donald Trump. Il confronto è stato descritto come “pragmatico” e, secondo il Consigliere per la politica estera del Cremlino Yuri Ushakov, il presidente russo si sarebbe dichiarato disponibile a una sospensione delle ostilità in Ucraina in occasione del 9 maggio, Giorno della Vittoria. Anche il leader statunitense avrebbe espresso un orientamento favorevole all’ipotesi di una tregua. L’ultimo contatto diretto tra i due risaliva al 9 marzo.
Nel corso della chiamata, Trump avrebbe sottolineato che “un accordo per risolvere il conflitto in Ucraina è ormai vicino”, mentre Putin ha fornito un quadro della situazione sul terreno, affermando che “ha illustrato a Trump la situazione nella zona dell’operazione militare speciale, dove le truppe russe stanno spingendo indietro il nemico” e ribadendo che “gli obiettivi saranno raggiunti e che la Russia preferirebbe farlo attraverso negoziati”. Sempre secondo Ushakov, il presidente russo ha inoltre evidenziato come “dall’inizio del 2025 la Russia ha trasferito oltre 20.000 corpi in Ucraina e ne ha ricevuti poco più di 500 dall’Ucraina”. Nel dialogo è emersa anche una posizione critica nei confronti di Kiev, definita come “regime di Kiev, guidato da Zelensky, che sta prolungando il conflitto”, con la richiesta che “Zelensky deve rispondere positivamente alle ben note proposte precedentemente delineate”.