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Teoria del gender: cos’è e significato

Teoria del gender: cos’è e significato di un modo di pensare e vivere l'umanità nato come studio negli anni 50/60 negli Usa ed affermatosi nel mondo

Sulla teoria gender ci sono molti equivoci

Per comprendere il significato della teoria del gender è importante svestirsi non tanto dei pregiudizi, quanto della disinformazione. Troppo spesso le categorie che diventano steccati e gli equivoci determinano una avversità a volte fisiologica al “buio” cognitivo sull’argomento. A partire dagli anni Cinquanta e Sessanta negli Usa la categoria di “genere” e non più di “sesso” inizia ad entrare negli studi di ricerca psichiatrica, sociologica e antropologica.

Il “sesso” rappresenta la dimensione corporea di una persona, quel che essa è secondo anatomia, mentre il “genere” indica la percezione che ciascuno e ciascuna ha di sé in quanto maschio o femmina, vale a dire cosa si è per indole. 

Il significato della teoria del gender

Ma c’è anche un elemento esterno: è quello per cui il “genere” è anche il prodotto del sistema socialmente costruito intorno a quelle stesse identità . Insomma, per comprendere la gender theory è necessario avere ben chiara la distinzione fra sesso anatomico e ruolo di genere.

Comprendere come quella distinzione a sua volta produca un nuovo tipo di pensiero è un approccio successivo. Quel pensiero a suo modo è semplice: nessuno può escludere la discontinuità fra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere e nessun sistema normativo può ignorare i casi in cui accade. Le regole che però sorreggono l’ordine sessuale, frutto di una creazione storica, sono difficili da abbattere, come è difficile capire che la teoria gender non ha alcuna intenzione di negare le differenze corporee o incentivare l’invenzione di una identità “altra”. 

Come vanno le cose in Italia

In Italia la teoria in questione è oggetto di controversie fortissime: da un lato ci sono le critiche ed il rifiuto da parte di conservatori laici, vescovi, associazioni cattoliche dall’altro ci sono i fautori che però a volte peccano in parte della stessa ortodossia dei contrari. In tutto questo è nato l’equivoco del gender come sintomo “di frustrazione  e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa”.

Con queste parole Papa Francesco ha sollevato la questione. Ma in Italia ci sono state anche esperienze importanti in senso ricettivo, anche se coinvolgendo esse la scuola hanno toccato la mistica della “precocità morbosa” con cui si vorrebbero far affrontare certi argomenti a soggetti immaturi sessualmente come gli scolari. Un “accordo” è possibile, ma vanno smussati gli angoli.

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