Una lieve scossa di terremoto è stata registrata nella serata di lunedì 20 aprile nel Salernitano. Il sisma, rilevato dall’INGV a Eboli, non avrebbe causato danni ma ha attirato l’attenzione per alcune sue caratteristiche particolari, soprattutto la profondità estremamente elevata che ne ha attenuato gli effetti in superficie.
Terremoto di magnitudo 3.6 a Eboli: effetti sul territorio e contesto geologico
interessata dall’evento comprende diversi centri abitati della provincia di Salerno, tra cui Battipaglia, Altavilla Silentina e Capaccio Paestum, ma nonostante la vicinanza non si sarebbero registrati danni a persone o edifici. Non risulterebbero interventi dei Vigili del Fuoco né segnalazioni di emergenza alle autorità locali. In alcune zone, soprattutto ai piani alti delle abitazioni, alcuni residenti hanno riferito lievi oscillazioni, senza conseguenze.
Secondo gli esperti, si tratta di un fenomeno coerente con la dinamica geologica dell’area campana e tirrenica, caratterizzata anche da eventi profondi legati ai processi di subduzione. Episodi di questo tipo, pur generando talvolta attenzione nella popolazione, raramente evolvono in scosse superficiali distruttive. Resta comunque attivo il monitoraggio continuo della rete sismica nazionale e l’attenzione del sistema di Protezione Civile, in un territorio che conserva una forte memoria storica degli eventi sismici, come il devastante terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980, che colpì duramente anche Eboli e Battipaglia pur non essendo nell’epicentro.
Terremoto di magnitudo 3.6 in serata: paura tra i residenti a Eboli
Nella serata di lunedì 20 aprile, alle 20:47, i sistemi di monitoraggio dell’INGV hanno individuato un movimento tellurico nell’area del Salernitano. Il fenomeno, di magnitudo 3.6, è stato localizzato circa sei chilometri a sud di Eboli, nella fascia compresa tra la Piana del Sele e le prime propaggini collinari interne. L’evento è stato inizialmente registrato in modo automatico e successivamente confermato dagli analisti dell’istituto, secondo la consueta procedura di verifica “manual/reviewed”.
L’aspetto più rilevante riguarda la profondità eccezionale del sisma, stimata tra i 337 e i 338 chilometri sotto la superficie terrestre. Una caratteristica che ha inciso in modo decisivo sulla sua percezione: a tale profondità, infatti, l’energia liberata tende a disperdersi progressivamente prima di raggiungere il suolo, riducendo drasticamente gli effetti in superficie. Per questo motivo la scossa, pur rilevata strumentalmente, è stata avvertita solo debolmente o per nulla in molte zone del territorio circostante.