Il Sannio ha vissuto un nuovo episodio sismico nella notte tra sabato e domenica. Alle 4:56 di questa mattina, domenica 12 luglio 2026 i sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) hanno registrato una scossa di magnitudo 3.3 con epicentro localizzato a un chilometro da Apice in provincia di Benevento. La profondità del fenomeno è stata di 13 chilometri.
Questo evento sismico, seppur di bassa intensità, ha coinvolto un’area piuttosto estesa, interessando numerosi comuni nell’arco di 20 chilometri dall’epicentro. Tra questi troviamo Sant’Arcangelo Trimonte, Paduli, Calvi, San Giorgio del Sannio, San Nazzaro, San Martino Sannita e altri centri del Beneventano.
La pericolosità sismica in Italia: cosa dice la mappa del 2004
Questo episodio ci ricorda l’importanza di comprendere la pericolosità sismica del nostro territorio. Con questo termine si intende lo scuotimento del suolo atteso in un sito a causa di un terremoto e viene calcolato in modo probabilistico. Non si tratta quindi di previsioni deterministiche, ma di stime sulla probabilità che certi livelli di scuotimento si verifichino in futuro.
Nel 2004 è stata pubblicata una mappa della pericolosità sismica che fornisce un quadro delle aree più a rischio in Italia. Questa mappa, aggiornata con l’Ordinanza PCM del 28 aprile 2006, n. 3519 esprime l’accelerazione orizzontale del suolo con una probabilità di eccedenza del 10% in 50 anni riferita a suoli rigidi (Vs30>800 m/s).
Cosa significano i colori sulla mappa sismica
I diversi colori sulla mappa indicano i valori di accelerazione del terreno che hanno una probabilità del 10% di essere superati in 50 anni. I colori associati ad accelerazioni più basse indicano zone meno pericolose, dove la frequenza di terremoti più forti è minore ma questo non significa che non possano verificarsi eventi sismici anche in queste aree.
L’area del Sannio: un territorio con storia sismica
Il Sannio, e in particolare la provincia di Benevento, è un’area con una lunga storia sismica. Questo nuovo episodio si inserisce in una tradizione di attività tellurica che caratterizza la regione. La scossa di questa mattina, pur essendo di bassa magnitudo, ha comunque suscitato preoccupazione tra la popolazione locale.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia continua a monitorare attentamente la situazione, raccogliendo dati preziosi per migliorare la nostra comprensione dei fenomeni sismici in questa parte d’Italia. La mappa della pericolosità sismica rimane uno strumento fondamentale per la pianificazione territoriale e la prevenzione dei rischi.
