Il 28 luglio ha visto una serie di sviluppi significativi nella politica internazionale, con incontri diplomatici di alto livello e operazioni militari in Medio Oriente. Alla Casa Bianca il presidente Donald Trump ha ricevuto prima il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e poi il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu definendo entrambi gli incontri positivi.
Incontri alla Casa Bianca: le dichiarazioni di Trump e Netanyahu
Trump ha condiviso su Truth i dettagli degli incontri, sottolineando la positività del colloquio con Netanyahu. “Con Netanyahu abbiamo avuto un ottimo incontro, abbiamo parlato di molti argomenti importanti” ha scritto il presidente. Netanyahu, da parte sua, ha descritto l’incontro come “fantastico, uno dei migliori che abbiamo avuto” aggiungendo che “i nostri critici, che stavano cercando di trovare crepe nella nostra alleanza, hanno trovato un muro di granito”.
Durante un’intervista a Fox News Netanyahu ha ribadito l’importanza dell’incontro, affermando che “abbiamo un impegno comune. Non vogliamo questo regime fanatico di Teheran avere armi nucleari per minacciare ogni americano, la pace nel mondo e l’esistenza di Israele”. Trump ha anche condiviso foto dell’incontro con Netanyahu, insieme ai segretari di Stato Marco Rubio della Difesa Pete Hegseth e del Tesoro Scott Bessent.
Operazioni militari in Iraq e nello Stretto di Hormuz
Mentre gli incontri diplomatici procedevano, le tensioni in Medio Oriente si sono intensificate. Almeno otto membri delle Forze di Mobilitazione Popolare (PMF) irachene sono rimasti uccisi in un attacco aereo congiunto tra Stati Uniti e Arabia Saudita. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) gli attacchi hanno preso di mira strutture logistiche e depositi di armi appartenenti a gruppi filo-iraniani nell’Iraq orientale.
Il Centcom ha spiegato che gli attacchi sono stati condotti contro “terroristi filo-iraniani che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche aveva incaricato di attaccare le forze statunitensi e le infrastrutture energetiche saudite”. Gli aerei da combattimento statunitensi e sauditi hanno colpito numerosi siti logistici e di armi terroristiche in risposta a oltre 30 attacchi con droni diretti dalle Guardie Rivoluzionarie nelle ultime 72 ore.
L’incidente nello Stretto di Hormuz
Nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha annunciato di aver colpito tre petroliere che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim le petroliere avevano ignorato gli avvertimenti e continuato a seguire una rotta pericolosa e illegale venendo così costrette a fermarsi.
Questi sviluppi sottolineano la complessità della situazione geopolitica attuale, con incontri diplomatici che si svolgono parallelamente a operazioni militari e tensioni regionali. Le dichiarazioni di Trump e Netanyahu, insieme agli attacchi in Iraq e allo Stretto di Hormuz, riflettono un contesto internazionale in rapida evoluzione.
