Quando si parla di Ubaldo Pantani come possibile co-conduttore a Sanremo, la sensazione è quella di un percorso che arriva a maturazione, nessun salto improvviso, una carriera sicuramente costruita nel tempo e con dedizione.
Ubaldo Pantani e l’ipotesi co-conduttore Sanremo: una carriera costruita passo dopo passo
Ubaldo Pantani nasce a Cecina, in provincia di Livorno, il 31 marzo 1971.
Studia e cosi sì laurea in Scienze Politiche all’Università di Pisa. Una scelta che, come racconterà anni dopo, non è affatto estranea al mestiere che farà, prima però il teatro, nella compagnia di Giorgio Albertazzi.
La svolta arriva nel 1997, quando Gianni Boncompagni lo nota e lo porta a Macao. E da li in avanti si sa il ritmo della sua carriera accelera. Convenscion dal 2000. Nessundorma nel 2003, su Rai 2, con Paola Cortellesi. Nel 2004 l’ingresso nell’universo della Gialappa’s Band con Mai dire. È lì che Pantani affina il mestiere dell’imitatore. Personaggi pubblici, sportivi, politici, un lavoro fatto di osservazione e ascolto. E un nome che resta: Lapo Elkann. Un’imitazione che diventa subito il suo marchio di fabbrica. Ancora oggi la ripropone ogni domenica a Che tempo che fa, il programma condotto da Fabio Fazio.
Dal palco alla vita privata: perché Ubaldo Pantani come co-conduttore a Sanremo non sorprende
Nel 2009 entra nel cast di Quelli che il calcio e…. Riprende Lapo Elkann sì ma ne crea altri e altri ancora… Il cantante Glabro. La parodia di Claudio Silvestri, cuoco della Nazionale. Nel 2010 è tra i comici di Stiamo tutti bene, condotto da Belen Rodriguez. Nel 2013 conduce gli MTV Awards a Firenze. Poi un passaggio più delicato. Il 26 gennaio 2015, su Rai 2, guida lo speciale Árpád Weisz, dallo scudetto ad Auschwitz, in occasione del Giorno della Memoria. Tono diverso. Altro registro. Subito dopo entra nel cast fisso de I migliori anni. E nell’estate partecipa anche a Il grande match su Rai 1, per gli Europei 2016.
Dal 2023 è presenza stabile sia a Che tempo che fa sia nel GialappaShow, dove imita, tra gli altri, Bruno Barbieri, Flavio Insinna, Bruno Vespa. Un repertorio ampio. Mai urlato. Sempre riconoscibile.
Ubaldo Pantani ha raccontato il legame tra studio e improvvisazione in un’intervista a Il Digitale: «Avendo fatto Scienze Politiche con il vecchio ordinamento, una facoltà più tosta di quello che talvolta ingiustamente si pensa, ho approfondito molto le materie dell’indirizzo sociologico. Sono quelle che mi sono state, e continuano a essermi, utili per orientarmi nel lavoro». Parole misurate. Come lui.
La vita privata resta fuori campo. Ha una figlia, nata da una relazione precedente, per cinque anni è stato legato a Virginia Raffaele. Dopo la rottura, silenzio reciproco. In un’intervista al Corriere della Sera, Raffaele ha ricordato quel periodo con una frase sola: «Ho avuto vicino per cinque anni la figlia del mio ex compagno e oggi mi manca un pezzo».
Pantani, invece, parla volentieri dei suoi personaggi. In particolare di Lapo Elkann: «L’ho fatto per la prima volta nel 2005… è una persona straordinaria, oggi un amico a cui voglio molto bene. È il personaggio che mi porto sempre dietro». E forse è proprio questo il punto. Continuità. Esperienza. Nessuna sorpresa, davvero, se il suo nome circola come co-conduttore accanto a Sanremo.