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Franco Iachi Bonvin condannato per aver ucciso un ladro: pena sospesa, non finirà in carcere

Franco Iachi Bonvin condannato per aver ucciso un ladro: pena sospesa, non finirà in carcere

Franco Iachi Bonvin uccise un ladro sparando dal balcone di casa durante una rapina: la condanna definitiva riconosce la sospensione della pena.

La condanna per Marcellino Franco Iachi Bonvin, il tabaccaio di Pavone Canavese che nel 2019 uccise un ladro durante un furto nella sua attività, è diventata definitiva: per il 74enne un anno e otto mesi di pena, con sospensione condizionale e niente carcere.

Il furto nella notte del 7 giugno 2019 e la ricostruzione dei giudici: “legittima difesa putativa”

I fatti risalgono alla notte del 7 giugno 2019, quando il bar-tabaccheria di proprietà di Iachi Bonvin, il Fast-Furius, era stato preso di mira dai ladri dopo altri episodi simili già avvenuti in passato. L’uomo si trovava nella sua abitazione, situata nello stesso edificio dell’attività, quando intorno alle 2.30 è stato svegliato dall’allarme antintrusione.

Secondo la ricostruzione riportata nella sentenza, il tabaccaio, mentre dormiva al secondo piano dell’immobile dove abitava, sentì la sirena e, affacciandosi dal balcone, vide tre persone con il volto coperto mentre stavano caricando su un furgone, poi risultato rubato, una macchina cambiamonete sottratta dal locale. All’interno dell’apparecchiatura si trovavano circa 3.000 euro.

Iachi Bonvin prese quindi un revolver calibro 357 legalmente detenuto e tornò sul balcone, da dove esplose diversi colpi. Uno dei proiettili, diretto verso il basso, colpì alla schiena Ion Stavila, provocandone la morte.

Per i giudici d’appello, la situazione poteva essere ricondotta “all’ipotesi della legittima difesa putativa“: il tabaccaio avrebbe agito nella convinzione di dover proteggere se stesso e la propria attività, ma avrebbe comunque “travalicato per colpa i limiti della legittima difesa“.

Uccise un ladro con un colpo di pistola: per Franco Iachi Bonvin pena confermata ma niente carcere

È diventata definitiva la condanna nei confronti di Marcellino Franco Iachi Bonvin, il tabaccaio 74enne di Pavone Canavese, nel Torinese, che nel 2019 sparò dal balcone della propria abitazione contro alcuni ladri entrati nella sua attività, causando la morte di Ion Stavila, 24enne originario della Moldavia. La pena stabilita dalla Corte d’Assise d’Appello di Torino è di un anno e otto mesi di reclusione, ma all’uomo è stato riconosciuto il beneficio della sospensione condizionale della pena, evitando così l’ingresso in carcere.

L’iter giudiziario si è concluso dopo la rinuncia al ricorso in Cassazione presentata dai difensori del tabaccaio. I legali avevano depositato un ricorso preventivo, poi ritirato dopo aver constatato che la Procura non aveva seguito la stessa strada. Una volta trascorsi i termini previsti, la sentenza è quindi passata in giudicato. La decisione finale ha modificato profondamente l’esito del primo grado: il Tribunale di Ivrea aveva infatti condannato Iachi Bonvin a cinque anni di carcere. Successivamente, con la sentenza del 15 dicembre 2025, la Corte d’Assise d’Appello di Torino ha riconosciuto le attenuanti e la riduzione legata alla scelta del rito, rideterminando la pena e riqualificando il fatto da omicidio volontario a omicidio colposo.

Franco Iachi Bonvin e Mario Roggero, perché la giustizia ha trattato diversamente i due casi

Mentre il titolare della tabaccheria di Pavone Canavese ha optato per il rito abbreviato, ottenendo la riduzione di un terzo della pena e un procedimento celebrato senza pubblico, Mario Roggero ha scelto il rito ordinario affrontando un lungo dibattimento pubblico e senza beneficiare di alcuna diminuzione della condanna.

La posizione di Franco Iachi Bonvin è stata valutata in modo differente dai giudici anche per le modalità dell’accaduto. Il tabaccaio aveva esploso il colpo dal balcone della propria abitazione, indirizzandolo “verso il basso” e senza colpire ulteriormente la vittima. In primo grado era arrivata una condanna a cinque anni per omicidio volontario, ma in appello l’accusa è stata modificata in omicidio colposo: secondo i giudici, la vicenda poteva essere ricondotta a una situazione simile alla “legittima difesa putativa”. Tuttavia, sparando il colpo mortale, Iachi Bonvin avrebbe superato per imprudenza i limiti consentiti dalla difesa. Diversa è stata invece la ricostruzione giudiziaria del caso di Mario Roggero. Nel 2021 il gioielliere aveva inseguito i tre rapinatori all’esterno del negozio, quando l’azione criminosa era ormai terminata, esplodendo diversi colpi di arma da fuoco. Durante quei momenti aveva anche colpito uno dei malviventi già a terra e, nel corso del processo, aveva ribadito di non pentirsi del gesto, arrivando ad affermare che lo rifarebbe. Per i giudici, quindi, non si è trattato di un’azione riconducibile alla legittima difesa.

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