In Ungheria il dibattito politico si concentra sempre più sul futuro dei rapporti con l’Unione Europea e sulla gestione dei media pubblici. In questo contesto, il leader del partito Tisza, Peter Magyar, ha presentato alcune posizioni che intrecciano riforme istituzionali, libertà d’informazione e sblocco dei fondi europei.
Peter Magyar dopo la sconfitta di Orbán: dialogo con l’UE e programma di riforme istituzionali
ha raccontato, in un intervento trasmesso da radio e televisione pubblica, di aver avviato contatti con la Commissione europea per accelerare un pacchetto di riforme ritenute decisive per lo sblocco dei fondi UE attualmente congelati a causa delle contestazioni sullo stato di diritto rivolte al governo uscente di Viktor Orbán. Le aree individuate come prioritarie — contrasto alla corruzione, sistema giudiziario, libertà di stampa e autonomia accademica — potrebbero essere riformate in tempi rapidi, come ha spiegato: “Possiamo apportare cambiamenti molto rapidamente in quattro aree, poiché la Commissione e le istituzioni europee richiedono che questi si trasformino in leggi e regolamenti, non solo in promesse“.
Il politico ha sottolineato che ogni intervento sarà comunque subordinato al principio secondo cui “sia vantaggiosa per il popolo ungherese e per le imprese ungheresi“. Ha inoltre rivelato che i contatti con Ursula von der Leyen sarebbero iniziati prima ancora delle elezioni, con la costituzione di team negoziali da entrambe le parti.
Infine, ha criticato Orbán per non essere riuscito a ottenere lo sblocco di circa 17 miliardi di euro di fondi europei, rimasti congelati da Bruxelles proprio in relazione a questioni legate allo stato di diritto, all’indipendenza della magistratura e alle libertà fondamentali.
Ungheria, Peter Magyar annuncia lo stop ai fondi per radio e tv pubbliche contro la propaganda
Nel corso dell’intervento trasmesso da radio e televisione pubblica, Peter Magyar ha lanciato un duro attacco contro il sistema dell’informazione statale. Il leader del partito Tisza ha descritto i media pubblici come una struttura ormai distorta, definendoli una «macchina di propaganda» prossima al collasso. In quest’ottica ha annunciato una misura drastica: “Dopo la formazione del governo Tisza sospenderemo i servizi di notizie dei media pubblici, finché non verrà ripristinato il loro carattere di servizio pubblico“, precisando inoltre l’intenzione di interrompere i finanziamenti pubblici destinati a tali emittenti.