Restano ancora diversi interrogativi sull’aggressione avvenuta a bordo del volo Flydubai diretto a Tel Aviv, costretto a deviare e ad atterrare in Arabia Saudita. Al centro delle verifiche c’è soprattutto il copilota, indicato come omanita, che avrebbe accoltellato il comandante durante il volo: le autorità stanno cercando di capire come sia riuscito a essere assegnato alla tratta e quali controlli siano stati effettuati prima della partenza.
Copilota colpisce comandante sul volo, il racconto dei passeggeri: “Ci stavamo per schiantare”
Il momento più drammatico si è verificato quando l’aereo ha perso rapidamente quota, provocando il panico tra i circa 170-180 passeggeri. Secondo la ricostruzione fornita da Daniel, uno dei passeggeri intervistati da Channel 12, tutto sarebbe iniziato con una colluttazione proveniente dalla cabina di pilotaggio: «La porta era leggermente socchiusa e ho visto un tentativo di spingere fuori qualcuno.
Poi tre israeliani che erano seduti dietro di me sono venuti a vedere cosa stava succedendo, e improvvisamente l’aereo è entrato in una picchiata molto ripida». Il passeggero ha raccontato di aver capito successivamente che il comandante era stato accoltellato e che, dopo che l’aggressore era stato immobilizzato, altri piloti presenti a bordo avevano assunto il controllo dell’aereo.
«Mi è sembrata un’eternità, ma credo sarà stato due o tre minuti, durante i quali l’aereo ha continuato a precipitare e a roteare, ci stavamo per schiantare. Ho pensato: è finita. È tutto finito. L’11 settembre sta accadendo di nuovo». Il testimone ha inoltre riferito di aver sentito le urla durante la colluttazione e di aver visto sangue provenire dalla cabina di pilotaggio. Dopo essere stato deviato dalla rotta verso Tel Aviv, il Boeing è riuscito ad atterrare all’aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita, mentre il copilota è stato preso in consegna dalle autorità saudite.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, commentando l’accaduto, ha dichiarato che «il copilota ha accoltellato il comandante e a quanto pare intendeva far precipitare l’aereo». Netanyahu ha inoltre elogiato il passeggero intervenuto per fermare l’aggressore: «Hanno dimostrato un coraggio incredibile, hanno prevenuto una tragedia enorme». Le autorità israeliane stanno ora approfondendo l’intera vicenda, mentre le motivazioni dell’aggressione e le modalità con cui il sospetto è stato autorizzato a operare sulla rotta restano da accertare.
Volo Dubai-Tel Aviv: come il copilota ha evitato i controlli e portato un’arma a bordo
Resta da chiarire come il copilota indicato dai media come cittadino omanita sia riuscito a essere assegnato al volo Flydubai FZ1073, partito da Dubai e diretto a Tel Aviv. L’episodio è ora oggetto di verifiche da parte delle autorità israeliane, che stanno cercando di ricostruire anche l’iter seguito dall’uomo prima dell’imbarco. La questione è particolarmente delicata considerando i rapporti diplomatici nella regione e i controlli previsti per il personale straniero impiegato sulle rotte verso Israele. Secondo alcune ricostruzioni della stampa internazionale, il copilota lavorava per la compagnia emiratina da meno di un anno e potrebbe avere avuto una doppia cittadinanza. Proprio questa eventualità viene esaminata dagli investigatori per capire se un secondo passaporto possa aver inciso sulle procedure di autorizzazione.
Un ulteriore elemento da chiarire riguarda l’arma utilizzata durante l’aggressione. Le testimonianze raccolte finora parlano di un coltellino o coltello, con il quale il copilota avrebbe colpito il comandante all’interno della cabina di pilotaggio. Non risultano invece conferme ufficiali sull’ipotesi, circolata in alcune ricostruzioni, che l’uomo avesse con sé un’accetta o una piccola scure. La compagnia Flydubai pare abbia confermato che durante il volo si è verificata una colluttazione nella cabina, mentre le autorità stanno ancora ricostruendo dinamica e motivazioni dell’aggressione.
