Albergo delle ferrovie, Macomer

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Albergo delle ferrovie, Macomer

Nella seconda metà dell’Ottocento in Sardegna, su progetto dell’ingegner Piercy, venne avviata la costruzione della ferrovia Cagliari-Golfo Aranci. La linea ferroviaria nel suo progetto originario venne ben presto modificata, facendo sì che tra i comuni attraversati ci fosse anche quello di Macomer. E fu proprio la modifica al progetto delle Ferrovie Reali che consentì a questo piccolo comune sardo di prosperare. Almeno per un po’ di tempo divenne il crocevia della Sardegna, sviluppandosi dal punto di vista militare e industriale.
Proprio grazie all’importanza di questo crocevia, venne ben presto realizzato un Albergo Stazione – detto anche Albergo delle ferrovie – su progetto dello stesso Piercy. L’albergo venne realizzato secondo lo stile liberty ed era – come diremmo oggi – un albero a cinque stelle, un albergo di gran lusso. Tra i suoi ospiti anche molti nomi celebri come ad esempio Giuseppe Garibaldi, Gabriele d’Annunzio e persino Benito Mussolini.
Il lussuoso albergo restò aperto sino agli anni ’70 quando un più bello e più lussuoso albergo venne eretto lì vicino, il Motel Agip.

Quando la gloria dell’Albergo delle ferrovie era ormai in declino, le camere vennero chiuse e il famoso albergo divenne una mensa per i ferrovieri, per poi essere chiuso definitivamente nel 1994.
La sua storia però non è finita, per due motivi.
Il primo. Nel 2004 viene pubblicata su L’unione Sarda la messa in vendita dell’albergo per un prezzo base di 234 mila euro. Le offerte sarebbero dovute pervenire entro e non oltre il 15 settembre dello stesso anno. Ovviamente il primo compratore doveva essere il comune o comunque gli enti pubblici. Ma le casse sono sempre vuote.
Le Ferrovie dello Stato (proprietarie dello stabile) e il comune hanno cercato per lungo tempo un accordo.
Proprio l’anno scorso, a giugno 2015, la giunta regionale ha deciso di opporsi alla messa in vendita dell’albergo delle ferrovie e di molti altri appartenenti alle Ferrovie dello Stato. Secondo quanto stabilisce lo Statuto regionale i beni dismessi dallo Stato e da altre società pubbliche devono essere trasferiti direttamente alla Regione e non messi in vendita all’asta.

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Enrica Marrelli 445 Articoli
Laureata in Teoria della Comunicazione e Comunicazione Pubblica presso l'Università della Calabria. Amo la lettura ma mi appassiona anche il grande e il piccolo schermo.
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