Alla scoperta dei luoghi abbandonati della Sardegna

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Alla scoperta dei luoghi abbandonati della Sardegna

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La Sardegna è una regione ricca di storia interessante, ma anche di luoghi abbandonati. In questa classifica, vi mostriamo i dieci luoghi abbandonati della Sardegna.

Fortezza Capo d’Orso: si trovano poco distante dalla roccia omonima. Si tratta di una delle tante fortificazioni militari sarde.

Diga Santa Chiara, casa del capo centrale: nel 1917 iniziarono i lavori per la diga di Santa Chiara. Per poter continuare i lavori, era necessario spostare un vicino paese, Zuri, di intralcio per il progetto, in quanto rischiava di ritrovarsi completamente sommerso dall’acqua. Il paese venne smantellato e ricostruito vicino alla diga. Nel ’97, ne venne costruita una più grande, che avrebbe sommerso tutta la valle, compresa la sua foresta pietrificata e i resti di Zuri. Quando il livello dell’acqua scende, tutto ciò riemerge, insieme a quella che viene chiamata la casa del capocentrale.

Base USAF del monte Limbara: è una base radio USAF (United States of America Forces), ormai abbandonata da vent’anni.

Su questa base circolano molte dicerie, ma la sua reale funzione era di trasmettere messaggi in codice durante la guerra fredda. Quando è stata dismessa, né l’Italia né l’America ne avevano più bisogno, quindi è caduta in disuso.

Hotel Hermitage: è un villaggio vacanze situato vicino al monte Tinnari. Ha chiuso i battenti verso la fine degli anni ’80, mentre il ristorante ad esso adiacente ha continuato fino al 2000. Probabilmente il problema principale era legato al tempo, per colpa del maestrale, un vento molto forte che spesso soffia in quella zona, che creava non pochi disagi ai clienti e all’hotel.

Miniera di Seddas Moddizzis: i resti della laveria della miniera di Seddas Moddizzis si trovano a poca distanza da Gonnesa. Nel 1870, l’ingegnere Giorgio Asproni rilevò questa miniera per trarre guadagno dai giacimenti di calamina. L’ingegnere costruì la laveria a poca distanza dalla miniera. Dopo vent’anni di attività, l’attività entrò in crisi fino alla morte di Asproni.

Nel 1963 la miniera è stata chiusa.

Villaggio Conti Vecchi: un tempo ospitava le famiglie dei dipendenti del vicino stabilimento delle saline Conti Vecchi e della zona di Macchiareddu di Cagliari. È stato fondato negli anni ’60 e distrutto nell’88; di esso ormai rimangono solo le rovine.

Gairo Vecchio: alla fine dell’Ottocento, diversi nubifragi provocarono una serie di frane e smottamenti che resero la zona pericolosa da abitare. Il paese viene diviso in tre: Gairo Sant’Elena, Gairo Taquisara e Gairo Cardedu. Il primo paese è oggi noto solo come Gairo ed è lontano pochi metri dal vecchio centro.

Villaggio di Monte Narba: dalle colline vicino al Monte Narba, possiamo osservare le miniere abbandonate, che contavano oltre 900 dipendenti. Era uno dei principali giacimenti di piombo e argento d’Italia, ma verso fino ‘800 entrò in crisi, passando di società in società. Dal ’35 la miniera venne definitivamente chiusa.

L’Argentiera: un piccolo villaggio costruito per minatori e tecnici minerari.

Prima che venisse abbandonato, questo villaggio comprendeva anche un asilo, una chiesa, un cinema e una foresteria. Fino al 1963 si estraeva l’argento. Oggi il paese è solo in parte abbandonato ed ha perso parte della sua carica suggestiva anche a causa di un recente restauro poco riuscito.

Centrale Elettrica Santa Caterina: entrò in funzione nel 1939 e chiuse nel 1965; l’impianto forniva tramite i suoi impianti l’energia elettrica a Cagliari. Ospitò negli anni ’80 una stazione sperimentale per le ricerche sugli isolamenti con inquinamento di tipo salino dell’Enel, ma dopo di ciò venne definitivamente abbandonata.

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