Assicurazione auto d’epoca: cosa sapere

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Assicurazione auto d’epoca: cosa sapere

Assicurazione auto d'epoca: cosa sapere
Assicurazione auto d'epoca: cosa sapere

Regolamentazione auto d’epoca e differenze fondamentali tra auto storiche e auto d’epoca. Costi bollo, assicurazione e gestione. Agevolazioni tesserati ASI

Come funziona

In passato era molto più semplice ottenere il riconoscimento di auto d’epoca d’interesse storico, e, di conseguenza, la classificazione in tale categoria, usufruendo così di condizioni particolarmente vantaggiose sia in termini di pagamento del bollo auto sia in termini di pagamento della polizza assicurativa. Tutto ciò causava un notevole danno sia economico, poiché l’Erario vedeva diminuiti gli incassi dovuti al mancato pagamento del bollo auto, sia dell’ambiente e della salute in quanto, trattandosi di auto più vecchie, maggiormente inquinanti e più facilmente soggette a guasti. Attualmente, non tutte le auto con più di venti anni, possono considerarsi auto d’epoca. Perché si possa parlare di auto d’epoca, sono indispensabili, oltre all’immatricolazione avvenuta almeno vent’anni prima, anche le buone condizioni dell’auto e che la stessa sia iscritta al Registro auto storiche italiane (ASI).

E’ peraltro sbagliato parlare indistintamente di auto storiche e auto d’epoca.

E’ bene invece sapere che esiste una differenza fondamentale tra le due categorie: mentre le auto storiche devono essere iscritte al P.R.A. (Pubblico Registro Automobilistico), possedere il CRS (Certificato di Rilevanza Storico collezionistica), che obbliga i proprietari di queste auto alla revisione ogni due anni, essere iscritte all’ASI e possedere tutti i sistemi di sicurezza obbligatori come specchietti, cinture di sicurezza ecc…, per poter così circolare liberamente su strade e autostrade; le auto d’epoca non risultano più iscritte al P.R.A. e non possono quindi circolare liberamente.

L’ultima Legge di Stabilità di un paio di anni fa, proprio per ovviare ai danni causati dalle eccessive agevolazioni verso queste auto, ha apportato delle modifiche, cambiando così la regolamentazione in materia e stabilendo che, solo le auto d’epoca di interesse storico con più di trent’anni, sono esenti dal pagamento del bollo auto, mentre tutte quelle con più di vent’anni e meno di trenta, devono pagare il bollo, godendo però di uno sconto pari a circa il 10% sulla cifra da versare.

Questo, come abbiamo detto, per ridurre sia il danno economico, sia quello ambientale causato dall’emissione dei gas particolarmente inquinanti di queste auto. Sconti particolari si possono ottenere per la polizza RC auto in caso di possesso di più di un’auto storica. Lo sconto si applica normalmente oltre il terzo veicolo e comporta il pagamento di circa la metà del premio della prima auto.

Costo per assicurazione auto storiche:

Per potere circolare su strade e autostrade o recarsi ai raduni delle “auto storiche”, gli amanti di queste auto devono provvedere alla stipula di una polizza assicurativa, usufruendo però di condizioni più vantaggiose rispetto a quelle di un comune veicolo. L’importo da pagare varia però anche in considerazione dell’area geografica di appartenenza (Nord/Centro/Sud): è minore al Nord e leggermente maggiore al Sud.

Occorre sottolineare che, se da una parte è vero che per le auto d’epoca il rischio d’incidenti è più alto rispetto a quello di un normale veicolo, dall’altra parte le auto d’epoca percorrono normalmente meno chilometri rispetto agli altri veicoli.

Va da sé quindi che, in media, il costo di una polizza RC auto per un’auto storica è di circa il 70% in meno rispetto a quello di un “comune” veicolo.

Ecco quindi quali sono le principali agevolazioni per le auto storiche:

  • Assenza delle diverse classi di merito influenzate dal bonus/malus e presenza di una classe di merito annuale fissa che determina quindi un costo annuale fisso.
  • Libertà di guida, ovvero la possibilità per chiunque di guidare l’auto, senza che ciò comporti una variazione di prezzo della polizza assicurativa stessa.
  • Particolari agevolazioni per i collezionisti di auto d’epoca che quindi ne possiedono più di una, con la possibilità di assicurare non il singolo veicolo, ma l’intera collezione e sconti che variano da compagnia assicurativa a compagnia assicurativa, a partire dal terzo veicolo.

Va però ricordato che possono usufruire di tali agevolazioni solo i tesserati ASI con i quali vengono stipulate delle convenzioni che consentono di ottenere particolari sconti della polizza RC auto.

E’ inoltre fondamentale sapere che: l’età minima per la stipula di una polizza RC auto di un’auto storica è di 23 anni e non di 18; viene applicato uno sconto di circa il 15% per i soci ACI; esistono sul nostro territorio nazionale, convenzioni locali con tariffe variabili da zona a zona.

E’ quindi consigliabile rivolgersi sempre ad un referente della zona per ottenere le condizioni più favorevoli alle proprie esigenze.

Più di 30 anni

Alcune compagnie assicurative non tengono conto di alcuna convenzione, ma invece prestano attenzione semplicemente ai proprietari delle auto storiche, proponendo tariffe vantaggiose per le auto con più di 30 anni e tenendo conto della provincia di appartenenza.

Meno di 30 anni

Anche per le auto storiche con meno di 30 anni, esistono delle tariffe particolari con sconti che variano tra il 15 % e il 20 % rispetto alla polizza standard, e tariffe però leggermente più alte rispetto alle auto storiche con più di 30 anni.

Costo annuo per mantenere auto storica

Il costo annuo di mantenimento di un’auto storica è sicuramente considerevole. E’ molto difficile poter fare una stima precisa poiché sono diversi i fattori che incidono su tale costo. Intanto va da sé che il costo per mantenere un’auto storica “di lusso” è sicuramente maggiore rispetto a quello di mantenimento di un’auto storica “più comune” . Tra i principali fattori che influenzano il variare del costo di mantenimento possiamo ricordare: la necessità di tenere l’auto in questione in un garage rigorosamente asciutto, ovvero privo di umidità che può danneggiare non solo il motore, ma anche la carrozzeria; il consumo di carburante sicuramente superiore rispetto a quello di un’auto comune; il costo dei pezzi di ricambio che spesso vengono dall’estero o che devono essere appositamente costruiti; i costi di manutenzione e di rifacimento della carrozzeria. Questo solo per elencare alcuni dei principali costi di mantenimento di queste auto. Come ogni passione, anche quella per le auto storiche va certamente coltivata ma, ricordandosi sempre, che ha dei costi di gestione considerevoli, che vanno sostenuti affinché l’auto sia conservata nel miglior modo possibile.

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