Come calmare i bambini agitati e iperattivi COMMENTA  

Come calmare i bambini agitati e iperattivi COMMENTA  

Quando ci si trova dinanzi a bambini con iperattività potrebbe trattarsi di una vera e propria patologia da curare rivolgendosi ad uno specialista.

L’incubo di ogni genitore è quello di avere un figlio iperattivo, di quelli che non stanno mai fermi e che hanno problemi a concentrarsi perché sono sempre agitati e distratti. Bisogna ricordare, però, che è nell’indole dei bambini essere sempre in movimento, curiosi, non riuscire a fermare l’attenzione su qualcosa per più di qualche minuto.


L’iperattività, invece, corrisponde ad un quadro clinico ben preciso: essendo una vera e propria patologia, necessita di una specifica terapia cui va sottoposto non solo il bambino, ma anche i genitori, i familiari e gli educatori che sono in stretto contatto con lui.


Purtroppo nella maggior parte dei casi la diagnosi arriva troppo tardi, oppure è inesatta, per cui i bambini con ADHD (disturbo da deficit d’attenzione e iperattività) non ricevono il trattamento adatto, manifestando così nel tempo prolungate condizioni di sofferenza e disagio. L’iperattività nella sua forma clinica va curata con l’ausilio di uno specialista, in quanto deriva da disfunzioni e alterazioni che interessano alcune aree specifiche del cervello.


Quando invece ci si trova di fronte a bambini agitati e iperattivi nella norma, bisogna intervenire con una terapia di tipo comportamentale. Se un bambino manifesta un’accentuata vivacità, unita ad un pressoché nullo rispetto delle regole è necessario fare qualcosa già dai primi anni di vita, per evitare che tali comportamenti possano sfociare in disagi psicologici futuri. Occorre osservare il bambino nei vari momenti della sua vita, non solo a casa, ma anche a scuola e nel tempo libero con i compagni di gioco. Per valutare se il comportamento di un bambino iperattivo può rappresentare un problema futuro occorre il giudizio di un esperto.

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Intanto è importante che i genitori e i familiari non si sentano in colpa per l’agitazione e l’iperattività dei figli: molto spesso non dipende affatto da loro. In secondo luogo, se i comportamenti del bambino procurano disagio a chi sta intorno non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto. Perdere la pazienza e scantonare con violenza verso i figli non è mai corretto. E’ fondamentale guidare il bambino attraverso strategie di autocontrollo che lo aiutino a lavorare sulle proprie emozioni, tenendo a bada l’agitazione e il bisogno continuo di movimento. Se si interviene subito e in modo corretto, i risultati sono presto visibili e soddisfacenti.

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