Chernobyl: a Udine nessuna conseguenza per la salute

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Chernobyl: a Udine nessuna conseguenza per la salute

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Chernobyl: a Udine gli ultimi controlli mostrano che non c’è alcun pericolo per l’ambiente e l’uomo. Convegno per fare il punto sulla situazione.

A distanza di trent’anni dal disastro di Chernobyl, in Udine si cercano ancora tracce di radioattività nel suolo e nel muschio. L’Arpa Fvg ha organizzato un convegno il 20 giugno a Udine, per fare il punto su questa situazione e capire se il territorio udinese è ancora in pericolo. Dal 26 aprile ai primi di maggio del 1986, la nube tossica proveniente dalla centrale nucleare di Chernobyl ha attraversato la Scandinavia, per poi dirigersi in direzione sud-ovest, verso il Friuli Venezia Giugno.

Il convegno ha dato notizie confortanti: nonostante in passato il Friuli sia stato pesantemente contaminato dai radionuclidi, non c’è stato alcun pericolo diretto per la salute e per l’ambiente, nonostante il Cesio radioattivo (CS-137) sia ancora rintracciabile sul territorio. Tra gli interventi al convegno, ricordiamo Renato Padovani, ex Direttore di Fisica Sanitaria all’ospedale di Udine, che ha parlato della dinamica dell’incidente, delle sue conseguenze e delle misure adottate in Friuli Venezia Giulia; Maria Rosa Malisan, un altro ex Direttore dello stesso ospedale, che ha spiegato quali sono stati i rischi per il Friuli dopo il disastro; infine Massimo Garavaglia, che ha illustrato come funzionano la rete nazionale di monitoraggio della radioattività ambientale e i controlli sulla radioattività al giorno d’oggi.

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