Come costruire un mini robot

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Come costruire un mini robot

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Mini robot artigianale, costruito con materiali di fortuna: tra questi, la testa di un spazzolino da denti.

Piccola guida alla costruzione, veloce ed elementare, di un mini robot casalingo.

Ne vediamo a decine nei servizi televisivi e sui siti Internet, progettati dai più avanguardistici laboratori di cibernetica, soprattutto in Giappone, in Cina e negli Stati Uniti. I mini robot sono ormai dei gioielli della scienza, forse addirittura il vero fiore all’occhiello fra i progressi che discipline come la robotica – ormai da tempo una vera e propria scienza a se stante -, l’ingegneria elettronica, l’ingegneria informatica e la fisica riescono congiuntamente a conseguire. L’intelligenza artificiale è ormai una realtà, e per farla diventare un elemento integrato nella nostra vita domestica dobbiamo aspettare, verosimilmente, solo pochi anni. Ma proviamo per un attimo ad abbassare il livello di “futuribilità” di questi oggetti, e torniamo al loro etimo: forse non tutti ricordano che il termine robot deriva dal ceko robota, che significa lavoro pesante o schiavitù; la prima volta che è stato utilizzato, fu nel dramma teatrale I robot universali di Rossum, del drammaturgo ceko Karel Čapek. Si tratta dunque di macchine o automi – semplici o complessi, non importa – che devono, in teoria, essere deputati a svolgere determinate mansioni, sollevando progressivamente – questa è la teoria degli utopisti più arditi – l’uomo dalla schiavitù del lavoro. Che si tratti di un complesso congegno antropomorfo, o una semplice macchina per svolgere una peculiare attività, non muta la natura intrinseca del congegno: sempre di robot si tratta.


Insomma, ne consegue che, volendo, ciascuno di noi potrebbe fabbricarsi un piccolo, elementare robot, di fattura casalinga ma perfettamente funzionante, e ovviamente incluso nel novero degli automi a tutti gli effetti. Proviamo a suggerire un modello credibile tra i tanti presenti in rete. Un modello, specifichiamo, da costruire con pochi e facilmente rintracciabili elementi. Vediamo come.

Innanzitutto, abbiamo bisogno di un telaio, vale a dire una struttura portante. Questa può essere di qualsiasi materiale rigido, dal legno al metallo alla plastica. In quella che sarà la prua della macchina, sotto il pianale, andrà fissata una ruota pivottante, ovvero una ruota “libera”, che può muoversi in ogni direzione. Altre due ruote, più grandi (attenzione a scegliere le dimensioni giuste per mantenere il telaio parallelo al suolo) dovranno essere fissate lato pianale, assicurate a un piccolo motore, fissato sulla poppa del telaio, dove andranno collocate anche le batterie. Infine, andrà installato un interruttore, fissato in serie lungo la linea del polo positivo delle batterie. In questo modo, la piccola macchina sarà in grado di muoversi autonomamente e, grazie alla ruota pivottante, cambiare direzione.

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