Come diventare food blogger

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Come diventare food blogger

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Sei un drago in cucina e tutto ti riesce alla perfezione? Hai la fila di amici fuori casa per assaggiare i tuoi manicaretti? Potresti diventare food blogger!

In principio ci fu Gordon Ramsay, la prima vera star televisiva tra i fornelli, in onda con innumerevoli programmi fin dall’ormai lontanissimo 1997, poi vennero via via tutti gli altri, partiti sempre dalla Gran Bretagna come, ad esempio, Jamie Oliver, o più recentemente sradicati dalle cucine dei loro ristoranti stellati italiani, come Cracco e Barbieri: è soprattutto a loro che dobbiamo l’inarrestabile e sempre crescente interesse per il buon cibo che ha praticamente contagiato tutti, anche coloro che si sono sempre limitati ad aprire solo scatolette di tonno e seguivano distrattamente La prova del cuoco, Cotto e mangiato ed altri programmi tipici della pausa pranzo. Per cavalcare l’onda di questo trend, il web è sicuramente il terreno più fertile e da parecchio tempo si assiste alla fioritura di innumerevoli blog sul cibo, declinato in tutte le sue varianti, da quelle salutiste a quelle vegan, da quelle gourmet a quelle rustiche o basate sulle cucine regionali.

Ma come si diventa food blogger? Per prima cosa, – inutile a dirsi -, bisogna avere una passione sfrenata per la cucina “attiva”, essere di “bocca buona” o individuare delle nicchie particolari in cui collocarsi (celiachia, intolleranze varie, piatti internazionali, macrobiotica…). Occorre poi acquistare un dominio, scaricare un editor come wordpress e creare il proprio blog culinario, seguendo qualche accorgimento per movimentarlo, farlo conoscere e, magari, riuscire anche a guadagnarci.

Può sembrare scontato, ma è essenziale provare le ricette prima di pubblicarle, organizzandosi per avere sempre a disposizione tutto il necessario, sia come ingredienti, che come attrezzature e non scordarsi di scattare molte fotografie, sia del piatto finito, che dei passaggi salienti. Per chi, invece, preferisce recensire prodotti, attrezzi, ristoranti eccetera, può essere molto utile inserire link specifici ed attivare affiliazioni a piattaforme di vendita per sfruttare anche forme di guadagno passive interessanti.

I “segreti” del food blogger non sono poi molti e, con un po’ di logica, volontà e costanza, si possono ottenere ottimi risultati: le regole d’oro sono essere sempre “sul pezzo”, inserendo articoli freschi ed adeguati ai vari periodi dell’anno (estate, Natale, Capodanno, Pasqua, Carnevale, Ferragosto, Halloween…); suddividere bene le varie aree tematiche (antipasti, primi, secondi, contorni, dolci…); curare i dettagli come tipologia e grandezza dei caratteri ed inserire appositi “bottoni” in evidenza per alcune categorie; prestare grande attenzione alla qualità dei contenuti, specie quando vengono inserite delle ricette: fondamentale renderne chiari gli ingredienti e le fasi di preparazione, corredandoli anche con foto nitide e, magari, aggiungere come chicca qualche suggerimento di presentazione, cenni storici in caso di ricette tradizionali o per eventi speciali e valide alternative per sostituire eventuali ingredienti di non facile reperibilità sul mercato (come quelli etnici, ad esempio).

Approfondendo queste regole, quindi, possiamo dire che un buon food blogger dovrebbe aggiornare il proprio spazio virtuale almeno una volta alla settimana, possibilmente sempre nello stesso giorno e non trascurando mai i periodi legati a ricorrenze particolari e festività; organizzarsi per fare la spesa specificamente dedicata alla preparazione delle ricette che proporremo nel blog, acquistando gli ingredienti in modo da avere delle quantità di riserva in caso di errori di preparazione che impongano di rifare tutto da capo; immaginare una specie di storyboard per le fotografie delle fasi di preparazione: prima uno scatto panoramico degli ingredienti, poi le fasi salienti della lavorazione, il piatto finito ed adeguatamente presentato.

Le immagini devono essere di buona qualità, realizzate con una macchina fotografica da piazzare su un cavalletto (ideali quelli “a piovra”, che permettono stabilità con diverse angolazioni), ambiente ben illuminato, magari con una lampada da puntare sui nostri soggetti, per evitare il flash, che crea sgradevoli spot e zone d’ombra, dando la classica idea di “dilettanti allo sbaraglio”; avere un buon parco-attrezzi ed utensili aiuta molto, perché il pentolame vecchiotto e rovinato non farà fare bella figura e dei piatti particolari per forma e colore possono fare la differenza per le presentazioni finali delle ricette; scegliere il “tono” con cui impostare gli articoli per renderli più personali, dinamici e divertenti.

Mai sottovalutare la potenza dei social network per far conoscere la vostra attività di food blogger! Associate sempre una pagina Facebook al vostro blog, un account su Twitter, Instagram e Pinterest e predisponete una newsletter a cui i lettori si potranno iscrivere e la possibilità di ricevere contenuti extra in cambio dei like, come ad esempio file in pdf stampabili o e-book tematici, da regalare a chi attiva l’iscrizione.

Per monetizzare, oltre alle già citate affiliazioni a siti come Amazon, potrete sfruttare il pay-per-click con un account AdSense, attivare una partnership con youtube se realizzate dei video e/o vendere infoprodotti di vostra creazione come gli e-book di cui sopra, orientandosi su corsi di cucina, raccolte di consigli pratici e trucchi, o su qualsiasi altra vostra qualità che ritenete interessante per il pubblico del vostro blog!

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