DriveNow: in quali città europee si trova COMMENTA  

DriveNow: in quali città europee si trova COMMENTA  

car sharing
Una vettura del servizio DriveNow.

Quali sono le città europee in cui è possibile usufruire del car sharing di BMW e Sixt? In Italia il servizio è già arrivato a Milano.

Una escalation rapida nella madrepatria, lo sbarco in alcuni stati del Nordeuropa, il riuscito trapianto londinese, e ora – per la precisione dallo scorso settembre – anche l’Italia: segnatamente Milano, la città più mitteleuropea e, forse, almeno allo stato attuale, la più “desiderosa” di un servizio di luxury car sharing (d’altronde, si tratta pur sempre della città europea con il maggior numero di aziende di car sharing disseminate sul territorio). L’ascesa di DriveNow, joint venture delle automobile in condivisione voluta e realizzata da BMW (e Mini, da tempo ormai sotto il controllo del colosso bavarese) e Sixt, sembra non conoscere ostacoli. Partita appena cinque anni fa a Monaco di Baviera, diffusasi con la rapidità di una pandemia nelle principali città tedesche, oggi è una realtà in molti paesi europei.

Il maggior punto di forza del servizio consiste nell’abbinamento tra vetture di lusso, o comunque ben più performanti delle classiche utilitarie da car sharing, e pressi tutto sommato contenuti: per Milano, ad esempio, a fronte di un costo d’iscrizione di 29,90 euro, la tariffa varia dai 31 ai 34 centesimi al minuto, ma è possibile usufruire di pacchetti orari ancora più convenienti e di tariffe per i parcheggi altamente competitive. Soprattutto per questo motivo, DriveNow sta diventando in breve tempo il car sharing preferito dai giovani per le uscite serali: l’esempio più lampante viene da Berlino, città modello della mobilità sostenibile, dove il servizio dispone ormai di oltre mille vetture.

Detto dello sbarco del servizio in Italia, sono ormai numerose le città europee che dispongono di una rete DriveNow. Nella sola Germania, oltre alle sopracitate Monaco e Berlino, sono coperte Amburgo, Düsseldorf e Colonia.

Nel resto d’Europa, significativo l’exploit di Vienna, a oggi la città non tedesca con più auto. L’ecologica Copenhagen (servita solo con auto elettriche), Bruxelles, Stoccolma e l’ipercompetitiva Londra (ci saranno sviluppi a margine della ratificazione della Brexit?) completano una mappa ancora parziale ma in rapida espansione.

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