Fabrizio Corona ritorna in carcere: sequestrati 1,7 milioni COMMENTA  

Fabrizio Corona ritorna in carcere: sequestrati 1,7 milioni COMMENTA  

Fabrizio Corona
Fabrizio Corona ritorna in carcere: sequestrati 1,7 milioni

Nuovi guai per Fabrizio Corona: sono scattate nuovamente le manette per l’ex re dei paparazzi. In carcere anche una sua collaboratrice che custodiva 1,7 milioni di euro.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ricordiamo tutti un Fabrizio Corona provato dall’esperienza carceraria. Quando era ancora detenuto circolarono addirittura notizie di un tentato suicidio. Fatti che poi furono categoricamente smentiti dal legale del paparazzo.

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Per Fabrizio Corona si sono aperte nuovamente le porte del carcere. Gli agenti della squadra mobile di Milano hanno dato esecuzione a un ordine di arresto emesso dal tribunale del capoluogo lombardo. Fabrizio Corona non è stato il solo a finire in arresto; a fargli compagnia è la sua collaboratrice Francesca Persi. La donna figura come titolare dell’agenzia di eventi e promozioni, “Atena”.

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Proprio in casa della donna, alcuni giorni fa, è stata rinvenuta la considerevole somma di 1,7 milioni di euro. La Procura di Milano ritiene che quei soldi siano dell’ex paparazzo. Il denaro era impacchettato e nascosto di un controsoffitto.


Il legale di Corona ha fatto sapere che si tratta di proventi maturati durante gli ultimi due mesi del 2015 e del 2016, dunque, c’è ancora tempo per versare le tasse dovute.

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“Il sequestro del denaro – dice il legale – è conseguenziale in attesa della regolarizzazione della posizione”.

Ma per la Procura c’è dell’altro: il fotografo custodirebbe in Austria almeno 1 milione di euro (ma la cifra potrebbe essere più alta) e sarebbe stata proprio la Persi a portare il denaro all’estero.

L’arresto ha avuto come conseguenza l’immediata sospensione dell’affidamento ai servizi sociali.

Fabrizio Corona aveva ritrovato la libertà nel giugno del 2015, dopo aver trascorso due anni e mezzo in carcere. Era stato affidato alla comunità di Don Mazzi, successivamente gli era stato concesso di fare ritorno alla sua abitazione di Milano.

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