Fallisce la banca ? Ne risponde anche il correntista. Ecco la norma approvata dal governo

Economia

Fallisce la banca ? Ne risponde anche il correntista. Ecco la norma approvata dal governo

Roma, Palazzo Chigi 8-5-08: insediamento di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi e primo Consiglio dei ministri.

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ad un pacchetto già votato a luglio dal Parlamento, che entrerà in vigore a gennaio, e che mira a recepire le direttiva europee sulle risoluzioni delle crisi bancarie. Uno strumento creato ad hoc per evitare nuove crisi finanziarie che possono coinvolgere le banche. Il pacchetto introduce il «bail-in» o «salvataggio interno», una serie di norme che autorizzeranno la Banca d’Italia, in caso di fallimento di un istituto, di chiamare in causa azionisti, obbligazionisti e addirittura anche i principali correntisti con depositi superiori ai centomila euro a rispondere dell’eventuale ‘buco’ di bilancio.

Dopo il voto di ieri ci sarà un nuovo passaggio parlamentare e, solo successivamente, l’ok definitivo del governo. Il provvedimento è stato caldeggiato dalla Commissione di Bruxelles, anche se ancora molti paesi europei hanno scelto di adeguare la propria legislazione in materia recependo le direttive comunitarie.

La norma è mirata ad evitare che il fallimento di una banca possa generare una crisi sistemica, come accadde negli Usa dopo il fallimento della Lehmann Brothers, o come accadde con Northern Rock.

La direttiva fa leva sul principio di responsabilità sancendo che da oggi la Banca d’Italia può già imporre la rimozione di amministratori che siano responsabili del dissesto di un istituto bancario. Ma nello scenario peggiore, la Banca d’Italia e la Bce potranno imporre anche l’uso del capitale a copertura delle perdite. Ma la vera novità è che se nemmeno questa procedura riuscisse a ripianare i debiti potrebbero essere chiamati in causa azionisti, obbligazionisti (privilegiati e non) e addirittura anche i correntisti sopra i centomila euro, non protetti dal Fondo di garanzia dei depositi.

Il ‘caso’ ha voluto che il governo mettesse mano a questo provvedimento proprio nel giorno della visita a Roma del commissario europeo Antitrust, Margrethe Vestager, la quale si è fatta promotrice di un dossier per la introduzione di una ‘bad bank’ pubblica sui crediti deteriorati.

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