Il destino di una famiglia: in 6 anni si suicidano tutti e tre i figli

Esteri

Il destino di una famiglia: in 6 anni si suicidano tutti e tre i figli

In 6 anni
Foto dei fratelli suicidi

Tragico destino per tre fratelli nordirlandesi di Belfast: si sono suicidati tutti in 6 anni, l'ultimo una settimana fa, Ora ci si chiede perché non siano stati aiutati psicologicamente.

Il caso

Tragico destino per una famiglia di Belfast, capitale dell’Irlanda del Nord: tre fratelli si sono suicidati in 6 anni. Si tratta di Niall, Kieran e Stephen Ferrin, figli di Patricia ed Eddie. Nel 2010 un loro cugino, Cristopher, si era tolto la vita senza che nessuno sapesse la ragione e un anno più tardi ha compiuto lo stesso gesto il maggiore dei tre fratelli, Niall, 19 anni, gettando nello sconforto tutta la famiglia.

Le indagini hanno fatto emergere che il ragazzo soffriva di depressione dopo aver subito un pestaggio a sfondo settario quando aveva 15 anni. Tre anni più tardi ha compiuto lo stesso gesto per lo stesso motivo Kieran, 24, il minore dei fratelli Ferrin: 5 mesi prima aveva subito un’aggressione. Una settimana fa è stata la volta del secondo dei tre fratelli, Stephen (foto sotto nel giorno del suo matrimonio, ndr), che a 31 anni ha deciso di farla finita.

Stephen Ferrin

Qui sorrideva

Era scomparso una settimana prima e i genitori erano terrorizzati che potesse prendere la stessa decisione dei fratelli e del cugino: hanno avvisato le autorità, ma quando l’hanno trovato, era già morto.

Le indagini hanno appurato che il giovane era depresso non soltanto per la morte dei fratelli, ma anche di sette amici, che si erano suicidati. In conseguenza dello shock di aver perso tutti i loro figli, per di più in quel modo, Patricia e Eddie Ferrin hanno avuto un infarto.

Le dichiarazioni di amici e parenti

I ragazzi della tragedia

Il profondo malessere di Stephen era noto ad amici (a quanto pare molti) e a familiari, che, stati intervistati dai media locali, si sono detti “devastati” per la grave perdita, perciò ora ci si chiede perché nessuno abbia fatto nulla almeno per lui, facendolo seguire da uno psicologo. Alla fine il giovane era talmente “a terra”, che ha lasciato anche i corsi di formazione che stava seguendo con ottimi risultati e il suo lavoro, ha fatto sapere un amico di vecchia data della famiglia, Philip McTaggart, che ha avuto egli stesso un figlio suicida e ha fondato un’associazione benefica per la creazione di un centro di salute mentale nella zona dove Stephen viveva: McTaggart sottolinea che quel sistema sociale in cui il giovane viveva, ha gravi problemi e fa presente che” l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stabilisce chiaramente che se qualcuno perde una persona cara a causa di un suicidio è ad alto rischio di togliersi la vita”. E immaginiamo quanto ne avesse bisogno Stephen, che ha avuto così tante persone care, tra cui due fratelli, che hanno deciso di porre fine ai loro giorni.

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