Il nuovo libro di Monica Traversa: “Il rovescio della coscienza”

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Il nuovo libro di Monica Traversa: “Il rovescio della coscienza”

La copertina del nuovo libro di Monica Traversa

Ieri, martedì 9 luglio alle 19.00, in via Vicoforte, nel salotto letterario della Libreria Belgravia, la scrittrice torinese Monica Traversa ha presentato il suo terzo libro destinato, anche questo, ad appassionare i suoi numerosi lettori. Dopo “Paralleli divergenti” e “Come dire ti amo in tre portate”, l’avvocato Traversa ha esordito con un «poliziesco» ambientato a Torino dal titolo: “Il Rovescio della coscienza” – Hever Edizioni e Conti Editori -. Un noir incalzante e odierno, dove gli investigatori non sono appartenenti all’Arma, tanto meno della Questura, ma sono Vigili della Polizia Municipale. A intervistare la scrittrice Traversa, nella sala gremita della celebre libreria – che da qualche tempo organizza incontri con molti autori -, è stato lo scrittore Alessandro Defilippo. Alla domanda: “Perché un poliziesco?” l’autrice risponde: “Il mio primo libro, regalatomi da mio nonno, fu proprio un poliziesco dal titolo ‘Dieci piccoli indiani’ di Agatha Christie” . Aggiunge che questo suo ultimo ‘lavoro’ avrebbe dovuto essere un racconto, non un romanzo: “ma scrivendo, e avendo molti personaggi e parecchio materiale – spiega l’autrice –, la mia intenzione di partenza si è modificata, così ho deciso di farne un romanzo; mentre per la scelta dei “Civic” (vigili urbani in piemontese) come investigatori – aggiunge sempre la stessa –, ho giocato in casa: mio marito è un ispettore della Polizia Municipale.

Con questo mio libro ho voluto rendere omaggio a questa polizia, molto vicina al cittadino, facendo sapere al lettore che anche i Vigili possono investigare su reati e omicidi”. Nulla di nuovo sulla preparazione legale-letteraria della scrittrice, che da alcuni anni sta appassionando e catturando sempre più lettori.

L’intervista di Defilippo termina, dando spazio agli astanti: è il mio turno. Alla mia domanda: «Perché in questo racconto è stato così importante specificare la presenza della neve a Torino», mi risponde con una vena di emozione: «Sin da piccolina attendevo la neve in città, che non sempre arrivava, per cui quando vedevo la strada imbiancata per me, e per tutti i bimbi, era una vera festa. E poi – ammette sorridendo – l’idea di questo romanzo mi è venuta giocando a palle di neve con alcuni amici l’inverno scorso». «Perché Torino, perché città esoterica?» «Assolutamente no – chiarisce Traversa -. Ho ambientato la mia storia in questa città perché la amo: perché complicarmi la vita ambientando il mio romanzo in una città che non conosco? E poi penso che abbiano abusato troppo spesso della parola ‘Torino esoterica’».

In sala anche Helena Verluca e suo papà Cesare, titolari della Hever Edizioni: prestigiosa casa editrice divenuta famosa, anche oltre oceano, per le foto fatte ai paesaggi piemontesi dal titolo: “Piemonte a 360 gradi” e “Torino a 360 gradi”. Ed è proprio la Hever ad avere portato “Il Rovescio della coscienza” al Salone del Libro maggio scorso. L’avvocato Traversa mi fa anche sapere che ha in progetto una nuova stesura, più complessa: da quanto capito non è un giallo. Non ci rimane che girare la clessidra letteraria di Monica e attendere il suo prossimo libro.

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