Ior: utile 2015 in calo su 2014. Completato processo di risanamento, chiusi 4.935 conti

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Ior: utile 2015 in calo su 2014. Completato processo di risanamento, chiusi 4.935 conti

L'esterno dello Ior, la Banca Vaticana
L'esterno della sede dello Ior, la Banca Vaticana

Il processo di risanamento dello IOR, la Banca Vaticana, sta dando i suoi frutti: sembra infatti che, tra Giugno 2013 e Giugno 2015, la Banca abbia chiuso ben 4.935 conti per abbassare l’utile altissimo degli scorsi anni.

L’utile registrato nell’anno 2015 è di 16,1 milioni di euro, un sesto di quello registrato nel 2014 che si aggirava invece intorno ai 69,3 milioni.

In accordo con lo Statuto, il patrimonio è rimasto invariato: al 31 Dicembre 2015 tale patrimonio, al netto della distribuzione, si aggirava intorno ai 654 milioni di euro.

Il patrimonio complessivo include anche la voce “Capitale” per 300 milioni di euro.

Le procedure in vigore vengono applicate diligentemente a tutti i nuovi clienti e alle attività che li riguardano, di modo da scongiurare un giro di soldi troppo alto.

Al 31 Dicembre 2015, i clienti con un conto presso lo IOR si aggiravano intorno ai 14.801.

Lo IOR (Istituto per le opere di religione) è uno dei più potenti istituti di credito presenti al mondo.

Fondato, secondo decreto papale, nel Giugno del 1942, il suo scopo è quello di “provvedere alla custodia e all’amministrazione dei beni trasferiti o affidati all’Istituto medesimo da persone fisiche o giuridiche e destinati ad opere di religione e carità. L’Istituto può accettare beni da parte di enti e persone della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano“.

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