Manovra, mini patrimoniale sulle polizze vita e niente sgravi per alcune aziende
Manovra, mini patrimoniale sulle polizze vita e niente sgravi per alcune aziende
Economia

Manovra, mini patrimoniale sulle polizze vita e niente sgravi per alcune aziende

mini patrimoniale
Manovra, mini patrimoniale sulle polizze vita e niente sgravi per aziende che hanno licenziato negli ultimi 6 mesi

In arrivo, dal prossimo primo gennaio, una mini patrimoniale sulle polizze vita a capitale garantito. Si tratta di un'imposta di bollo del 2 per mille alle comunicazioni inviate dalle compagnie assicurative ai clienti che hanno una polizza vita del Ramo I

Nascosta tra le pieghe della legge di bilancio, spunta il pagamento di un bollo del 2 per mille sulle polizze vita tradizionali, che fino ad oggi erano escluse da qualsiasi balzello fiscale. Si tratta di una tassa sul risparmio degli italiani. Il versamento di questo bollo annuale scatterà dal prossimo anno, e sarà dovuto dall’assicurato al momento del riscatto o del rimborso. Esente dall’imposta sarà la componente inerente all’invalidità permanente o al rischio di morte. Si tratta di una mini patrimoniale sulle polizze vita.

Mini patrimoniale

A prevedere tutto ciò è la bozza del Ddl di bilancio cui stanno lavorando i tecnici di Palazzo Chigi e del Tesoro, al fine di definire il testo approvato lunedì scorso e destinato ad approdare al Senato la settimana prossima. Secondo le prime stime, la misura assicurerebbe all’Erario nel 2018 maggior gettito per 194 milioni e 292 milioni di euro a partire dal 2019.

Norme pronto cassa

Ciò va a completare il pacchetto di maggiori entrate della manovra che faranno perno sul rinvio dell’Iri al 2019 e sull’imposizione della fatturazione elettronica tra privati, anticipata al 1 luglio 2018 soltanto per carburanti e subappaltatori e per tutte le partite Iva da gennaio 2019.

Sono presenti, poi, una serie di norme pronto cassa, come la rivalutazione del valore delle partecipazioni negoziate e dei terreni, una nuova stretta sulle compensazioni che saranno sospese per 30 giorni se c’è il rischio di frodi, così come sui pagamenti della Pa nei confronti dei fornitori morosi con il Fisco, nonché il contrasto alle frodi nel settore degli oli minerali.

Riapertura liti fiscali

L’Economia pensa anche la riapertura delle liti fiscali, con una regola finalizzata a smaltire la questione tributaria di legittimità accumulatosi negli anni in Cassazione. L’intenzione è quella di agganciarci una possibile riapertura dei termini della rottamazione delle cause, scaduta lo scorso 2 ottobre.

Nuova web tax

In Parlamento giungerà una nuova web tax a rinvigorire il pacchetto fiscale. Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, ha affermato che «le imprese digitali sono quelle che più di ogni altra, non dico che evadono, ma sfuggono di più all’imposizione fiscale».

Ha aggiunto poi che bisogna trovare il modo di far partecipare anche queste imprese alla tassazione.

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Prelievo 2 percento

L’introduzione dell’imposta di bollo del 2 per mille è una mini patrimoniale dovuta dall’assicurato al momento del riscatto della polizza o del rimborso. Per le assicurazioni, che operano come sostituti d’imposta, non è esattamente una novità. Infatti il bollo del 2 per mille è già in vigore per le polizze vita del Ramo III (united ed index linked) e del Ramo V (polizze di capitalizzazione). Adesso la mini patrimoniale verrebbe estesa anche a quelle polizze vita rivalutabili, che sono più diffuse. Così facendo, il 2 per mille spalmato sulla durata della polizza, nella media di 10 anni, diventa in un prelievo del 2 per cento.

Aliquota 24%

L’imposta riguardante il reddito dell’imprenditore, introdotta con la scorsa legge di bilancio, viene rimandata al 2018. Questo slittamento permette al Governo di recuperare circa 2 miliardi nel 2018 e poche centinaia di milioni nel 2019.

L’Iri permette alle società di persone e alle ditte individuali di optare per l’applicazione dell’aliquota del 24% sugli utili lasciati in azienda e per tassare progressivamente a Irpef solamente i redditi dell’imprenditore.

Obbligo di e-fattura

Anche per i servizi e le prestazioni tra privati ci sarà l’obbligo di e-fattura dal prossimo 1 luglio per i carburanti e per i subappaltatori impegnati in appalti pubblici. Dal 2019, invece, per tutte le partite Iva. Con la misura si intende prevenire ed opporsi all’evasione fiscale e le frodi Iva. Inoltre, si cerca così di incentivare l’adempimento spontaneo. Sarà, inoltre, razionalizzato ed esteso il procedimento di fatturazione elettronica per migliorare i processi amministrativi, e diminuire le spese di gestione sostenuti dalle partite Iva. In sostanza si veicoleranno le fatture attraverso il Sistema di Interscambio, che è gestito dalle Entrate.

Per le imprese, ci saranno una serie di favorimenti, come l’accelerazione dei rimborsi Iva, e la cancellazione dello spesometro e dei modelli Intrastat.

Viene confermata la riduzione di termini di decadenza degli accertamenti per i soggetti passivi che garantiscano la tracciabilità dei pagamenti ricevuti ed effettuati, specificando che la tracciabilità si riferisce a operazioni superiori a 500 euro.

Per professionisti e imprese in contabilità semplificata ci sarà anche l’addio al registro dei corrispettivi così come la possibilità di chiedere assistenza on line alle Entrate. Consulenza che porterà alla precompilata Iva e alle deleghe F24 prestampate .

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