Mingo, l’inviato di Striscia, truffa Mediaset per 170mila euro

News

Mingo, l’inviato di Striscia, truffa Mediaset per 170mila euro

Mingo, l'inviato di Striscia, truffa Mediaset per 170mila euro
Mingo, l'inviato di Striscia, truffa Mediaset per 170mila euro

Mingo, l’inviato di Striscia la notizia, in coppia con Fabio, pare essere finito sotto indagine a causa di una truffa fatta ai danni di Mediaset per un totale di 170.000 Euro.

Per un periodo di tempo, la scorsa stagione, Striscia la Notizia, aveva sospeso la coppia Fabio e Mingo per alcuni problemi inerenti il loro servizio come inviati. Ora, pian piano stanno venendo a galla alcune situazioni.

Pare che Mingo, senza dire nulla a Fabio, che ha rischiato il posto, insieme alla moglie, truffasse alcuni servizi facendoli spacciare per veri, e pare si sia anche fatto pagare per una serie di servizi falsi o presunti, oltre al rimborso dei costi per la presenza di comparse e attori.

La procura di Bari ha chiuso le indagini in riferimento al caso, sia nei confronti di Mingo, che della moglie, ma anche alla segretaria della società che insieme gestivano.

i due, quindi Mingo, con la complicità della moglie, sono indagati di una serie di reati che comprendono truffa, calunnia, falso sia ai danni di Striscia, che agli autori del programma in quanto sono considerati responsabili dei servizi e dei documenti che sono stati registrati e ideati. Ora vedremo come Mingo pagherà questi debiti e questa truffa dell’ammontare di circa 170.000 da devolvere all’azienda Mediaset, per la quale ha lavorato fino a poco tempo fa.

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Blue Whale
Cronaca

Blue Whale, terza vittima a Pescara: 15enne salvato dagli amici del calcetto

24 maggio 2017 di Ilaria Ferrario

Dalla Russia all’Italia, il gioco perverso della Blue Whale Challenge colpisce a Pescara, vittima un ragazzo di soli 15 anni che fortunatamente è stato fermato in tempo, prima che raggiungesse l’ultima fase di questa catena autodistruttiva. Non si tratta del primo caso in Italia, infatti si contano altre due vittime: una ragazzina tredicenne finita in ospedale ad Ancona e un coetaneo salvato da un’amica e dal padre. Nello specifico, dei tagli sul braccio del quindicenne avrebbero allarmato gli amici durante una banale partita a calcetto. In seguito al fatto, gli investigatori della Polizia Postale hanno provveduto a sequestrare il cellulare del ragazzino e capire, attraverso le conversazioni su Whatsapp, cosa abbia spinto la vittima a partecipare al gioco della morte della Blue Whale Challenge. Nonostante l’ideatore sia stato catturato e i casi legati al fenomeno siano in calo, rimane la preoccupazione che questo possa diffondersi e creare anche molti fasi allarmi.

Loading...