Parigi: il primo centro d’accoglienza per rifugiati

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Parigi: il primo centro d’accoglienza per rifugiati

Parigi: il primo centro d'accoglienza per rifugiati
Parigi: il primo centro d'accoglienza per rifugiati

Anne Hidalgo promuove l’apertura del primo centro d’accoglienza a Parigi. Le sedi saranno due: a nord di Parigi e a Ivry – sur – Seine.

Fine ai campi “abusivi”. Le ragioni per l’apertura di un centro per rifugiati a Parigi sono chiare. La struttura, divisa in due sedi, è stata annunciata martedì dal sindaco Anne Hidalgo dopo un annuncio il 31 maggio. “Questa è una responsabilità umanitaria della città. Bisogna inventare nuovi dispositivi di accoglienza per porre rimedio all’attuale situazione di saturazione“, ha detto. Dopo l’inizio dei lavori a fine giugno, il primo campo, a nord di Parigi, avrebbe dovuto aprire quest’estate o fine settembre. Infine, è a metà ottobre 2016 che il centro riuscirà ad aprire le sue porte. “Si tratta di campi di transito, in alternativa agli accampamenti di strada“, afferma a Le Figaro Dominique Versini, Assessore alla Solidarietà.

Due sedi separate

La prima sede sarà situata a nord di Parigi, vicino Porte de la Chapelle, nel 18° arrondissement, 70, boulevard Ney. Questa sarà dedicata esclusivamente agli uomini e offrirà a partire dalla metà di ottobre 400 letti, che diventeranno, molto presto, 600. La struttura sarà gestita da un centinaio di dipendenti di Emmaus Solidarietà. Questo luogo è stato scelto perché è vicino alla maggior parte dei campi di strada. Infatti, 24 delle 26 operazioni di accoglienza ai rifugiati, a partire dal mese di giugno 2015, sono state effettuate proprio nel 18°. L’artista di strada JR sarà incaricato di abbellire la zona.

Il secondo sito, invece, sarà a Ivry-sur-Seine (Val-de-Marne), nel vecchio acquedotto, a sud est di Parigi. Sarà destinato ad un “pubblico fragile”: donne sole, donne con bambini o famiglie; 350 il numero dei posti letto offerti. La sua apertura è prevista per “fine dicembre“, rivela l’assessore Dominique Versini. “Non è escluso che ci siano altri campi aperti,” ha detto. “Queste due sedi sono luoghi temporanei che devono ospitare da due a quattro anni anche altri progetti” e “bisognerà lasciarli entro una certa scadenza“, ha avvertito, tuttavia, Anne Hidalgo martedì.

Alloggi temporanei

A nord di Parigi, una cellula d’accoglienza sarà installata in una palla gonfiabile fuori dalla vera e propria costruzione e resterà aperta dalle 8 alle 20. Questa prima accoglienza consentirà una pre-valutazione da parte degli operatori sociali di Emmaus e dell’Ufficio francese per l’Immigrazione e l’Integrazione (OFII). Essi avranno anche una missione di informazione e di individuazione delle persone più vulnerabili. Un “punto salute” permetterà al Samu sociale di procedere a una diagnosi infermieristica, nonché psicologica. L’alloggio sarà in un edificio di cemento, diviso in otto blocchi, con camere in legno prefabbricato da quattro persone. Ognuno avrà un letto, un armadio e una presa elettrica per collegare il cellulare. Il centro offrirà anche un servizio lavanderia, delle docce, ma non la cucina: i pasti saranno distribuiti tre volte al giorno. L’accesso sarà concesso dopo la presentazione di un documento di riconoscimento e annessa fotografia.

I migranti possono restare nel centro da “cinque a dieci giorni“, ha dichiarato Anne Hidalgo, prima di essere reindirizzati altrove, in base alla loro situazione personale: i richiedenti asilo, i migranti che possono beneficiare di asilo, rifugiati in alloggi riconosciuti. Coloro che non vogliono o non possono presentare domanda di asilo lasceranno il sistema di assistenza. Ciò richiede la conoscenza della situazione amministrativa di ciascuno, che sarà possibile al momento dell’uscita dal centro accoglienza, in quanto il comune pone, come principio di ingresso, l’accoglienza incondizionata. Il protocollo che fissa le procedure dovrà essere firmato dai servizi dello Stato e della città nei prossimi giorni.

Durante l’annuncio del progetto, il 31 maggio, Anne Hidalgo ha spiegato che il centrosi ispira a ciò che è stato creato nella Grande-Synthe” a nord, dai Medici Senza Frontiere. L’assessore Dominique Versini ha aggiunto che la città si ispira “anche al modello tedesco, in particolare ai campi di Monaco di Baviera e Saarbrücken.”

Rimuovere i campi di strada

Il nostro paese deve rimanere una terra d’asilo. Questo è un dovere incondizionato della Repubblica“, ha assicurato il ministro della Casa Emmanuelle Cosse martedì. Dal giugno 2015, la città di Parigi, in collaborazione con i servizi statali e le associazioni, ha ospitato circa 15.700 rifugiati. 11.000 di loro sono ancora nelle case rifugio. In totale, dallo scorso anno, si contano 80.000 richieste di asilo in Francia, di cui il 41% nella regione Ile-de-France. La proliferazione di campi abusivi, all’aperto, ha portato alla creazione di una struttura conforme alle norme internazionali dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e dell’ONU. Secondo Dominique Versini, “ogni giorno, una cinquantina di migranti arrivano a Parigi. E questo è davvero tanto ed anche molto veloce“.

A fine di luglio, uno di questi, con più di 2.500 persone, è stato evacuato. La stessa cosa è accaduta in altri tre campi nel 19 ° arrondissement, a metà agosto. Ma a volte alcuni si riformano come è capitato alla stazione della metropolitana Stalingrad evacuata tre volte o viale delle Fiandre nel 19°. “Questi campi sono sempre più grandi, bisogna trovare ogni volta sempre più posti. Questo tipo di intervento non è più adeguato“, ammette Anna Hidalgo.

Quali finanziamenti?

L’ investimento sul centro di accoglienza a Parigi è di 6,5 milioni di euro, per l’80% finanziato dalla Città e per il 20% dallo Stato. Per il funzionamento, si contano all’incirca 8,6 milioni di euro l’anno, di cui 7,24 milioni per lo Stato: ciò corrisponde a un costo di 40 euro al giorno a persona. In totale, lo Stato spenderà “almeno 15 milioni per il progetto”, secondo Emmanuelle Cosse. A luglio, il governo ha annunciato il suo impegno nella creazione di questi centri di prima accoglienza. “È un impegno statale quello di prendere in carica la protezione di persone che vivono per strada“, ha detto Anne Hidalgo a maggio. “Quindi ci auguriamo che il governo si unisca al progetto e, se così non fosse, noi continueremo ad agire da soli.

Il progetto era stato fortemente criticato dall’opposizione, in particolare da Nathalie Kosciusko-Morizet. “È un nuovo Sangatte a Parigi e abbiamo visto quello che ha causato. Creare un centro di transito significa creare un luogo di attaccamento, è creare una presa d’aria“. Questo è il punto di vista anche del lato Fronte Nazionale. “Installare questi campi è un incentivo a una immigrazione economica e perenne che i dieci milioni di francesi poveri non possono più accettare“, ha difeso Wallerand de Saint Just, ex candidato alle comunali di Parigi.

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