Pillola del giorno dopo, se ne vende una ogni 2 minuti

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Pillola del giorno dopo, se ne vende una ogni 2 minuti

Allarme dalla vicepresidente del Consiglio superiore per la Sanità italiano: la pillola del giorno dopo è di gran lunga il contraccettivo di emergenza più venduto nelle farmacie italiane.

Se ne vende una ogni due minuti. Il farmaco,molto invasivo se utilizzato più volte, dovrebbe essere utilizzato fino a 5 giorni dopo il rapporto sessuale.

I dati statistici

Vi riproponiamo i numeri degli acquisti fatti negli anni scorsi: nei primi mesi del 2014 ne erano state vendute circa 13mila. La terapia per abortire consigliata era l’assunzione di due diversi farmaci: La Ru486 e, due giorni dopo, la prostaglandina (causa delle contrazioni uterine che provocano l’espulsione dei tessuti embrionali). La prima non va però confusa con la “pillola del giorno dopo” , ma impedisce l’eventuale annidamento dell’ovulo che potrebbe essere fecondato ed è somministrabile fino alla settima settimana. I dati del 2015 sono nella media dell’anno precedente mentre nel 2016 se ne sono registrate oltre 200mila con un aumento di ben 15 volte.
Per il ministero della Sanità il problema rimane sempre la scarsa prevenzione tra i giovani e la poca informazione che viene fatta anche negli istituti scolastici, da aggiungere alla noncuranza di base e alla disinformazione sugli effetti devastanti che potrebbe causare l’uso prolungato di anti-contraccettivi.

A cosa è dovuto l’aumento

La pillola costa 26 euro e 90, non rimborsabili dal servizio sanitario, un costo accessibile a qualsiasi fascia di popolazione. La vendita è stata liberalizzata dal maggio 2015, per evitare che la donna che voglia comprare la pillola non debba avere più l’obbligo di presentare la ricetta e neanche un test medico che ne verifichi la condizione di fertilità. Questa prassi invece deve essere rispettata soltanto per chi ha meno di 18 anni.
L’Europa ha intimato l’Italia ad adeguarsi agli standard liberali, e per questo è stata dettata la volontà di rendere il processo di acquisto meno complesso e imbarazzante. Era nota l'”odissea” delle donne che non si recavano ai consultori ma ai pronti soccorsi, le quali dovevano affrontare molti rifiuti dati dagli obiettori di coscienza o produrre attestati medici spesso non del tutto idonei.

La prevenzione

L’aumento delle vendite ha decretato un importante calo degli aborti, -9,3% rispetto al 2014. Il ministero della salute però punta il dito sul completo disinteresse verso la prevenzione culturale tra i più giovani , data la facilità di reperimento dei metodi salvataggio, più pericolosi e che rappresentano delle vere e proprio “bombe” per l’organismo. E’ importante che nelle scuole venga ripristinata la vecchia educazione alla sessualità, dove si insegni anche l’importanza della programmazione o meno delle gravidanze.
Molti insistono sul punto della commercializzazione della sessualità oggi, dove c’è un deterrente per tutti i comportamenti, sia da parte della donna che dell’uomo.L‘uso del preservativo, per quanto la prevenzione sociale sia sempre in atto, non è aumentato negli anni e ancora molte persone non ne fanno un uso appropriato o non lo utilizzano del tutto.

Una proposta fatta in sede ministeriale riguarda l’aumento del costo della pillola del giorno dopo, con conseguente attenzione nell’utilizzarla o meno, dato che il suo costo oggi non è molto più alto di quello di un semplice test di gravidanza.

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