Presidenziali USA 2016, tutti i candidati e situazione sondaggi

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Presidenziali USA 2016, tutti i candidati e situazione sondaggi

La corsa alla Casa Bianca è sempre più vicina, ma, per ora, la campagna elettorale ruota attorno alle primarie dei partiti democratico e repubblicano.

Se, fino a qualche mese fa, sembrava a tutti di poter definire un quadro piuttosto certo per entrambi i partiti, ora invece i pronostici appaiono ribaltati.

Gli ultimi sondaggi pubblicati in settimana da Nbc News e dal Wall Street Journal dicono che Hillary Clinton ha perso buona parte del suo iniziale vantaggio, mentre, per parte repubblicana, anche Donald Trump, finora dominatore della campagna, è in costante emorragia di consensi.

La Clinton, negli ultimi tre mesi, è passata dal 92% al 76%, perdendo ben sedici punti percentuali. È vero che siamo ancora lontani dai momenti decisivi e che c’è ancora il tempo di recuperare, ma i sedici punti rappresentano, non c’è altro termine, un’enormità. Il sospetto in casa democratica è che Hillary Clinton possa fare la fine che fece già ai tempi dell’ultima campagna, quando partì da favorita e finì schiacciata dall’allora semi sconosciuto Barack Obama.

Ecco perché le candidature di Joe Biden, il 73 enne attuale vice presidente, e di John Kerry, attuale Segretario di Stato, sono ancora possibili, se non addirittura caldeggiate da una parte del partito.

Fra i Repubblicani, invece, Donald Trump si trova ancora in testa, ma ora ha solo il 21% dei consensi e si ritrova, un po’ a sorpresa, pressato molto da vicino da Ben Carson (foto), che, al momento, sembrerebbe aver raggiunto il 20%. Dietro di loro, per ora ancora ben staccati, l’ex amministratore delegato del gruppo Hp Carly Fiorina, Marco Rubio e Jeb Bush.

Secondo Bill Clinton, che la politica USA la conosce piuttosto bene, alla fine la spunterà comunque Jeb Bush.

Vedremo, ma, per ora, il fratello e figlio dei Bush presidenti è fermo al 9%.

Fra gli altri candidati spiccano i nomi del democratico Bernie Sanders e del senatore repubblicano Rand Paul. Al momento sono considerarti due outsider, ma già godono di un buon sostegno e, soprattutto, vantano entrambi un’ampia esperienza politica. Il primo ha il difetto tremendo, per il mondo USA, di essere un dichiarato socialista. Il secondo, invece, ha estimatori sia fra i repubblicani, sia fra i democratici, ma potrebbe perdersi nel tentativo di piacere un po’ a tutti.

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