Procter&Gamble: la morte sul tuo scaffale

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Procter&Gamble: la morte sul tuo scaffale

Procter&Gamble è una delle multinazionali più antiche: fondata nel 1837 da William Procter e James Gamble, due europei emigrati negli USA in cerca di fortuna. Nel 2010 contava 127 000 dipendenti ed è al ventiseiesimo posto nella lista Fortune500. Questa società appare impegnata in attività a scopo benefico, come Dash Missione Bontà, e a favorire uno sviluppo sostenibile. Ma Procter&Gamble nasconde dietro la facciata buonista attività irrispettose nei confronti degli animali, dei lavoratori e degli ignari consumatori.

La vivisezione è il primo motivo per boicottare P&G. La multinazionale sostiene di effettuare questa barbara e inutile pratica per garantire maggior sicurezza del prodotto finito. La realtà è ben altra. Come rende pubblico l’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), gli ulterori test servono “solo per avere ulteriori dati di tossicità dei loro prodotti, da utilizzare in eventuali processi intentati dai consumatori” (da La vivisezione, OIPA/LIMAV).

La società è una delle maggiori fonti di rifiuti nel mondo a causa dei pannolini, che rappresentano il 2% della spazzatura totale Americana.

Fa parte dell’associazione Business Round Table, la quale fa pressioni sul potere politico affinché agevoli le multinazionali.

Immette sul mercato prodotti geneticamente modificati con etichette poco chiare che non informano il consumatore adeguatamente.

Nelle patatine Pringles sono presenti OGM.

Non rispetta i diritti dei lavoratori: nel 1997 la Max Factor è stata denunciata da otto persone negli USA per discriminazioni nelle assunzioni. L’anno dopo, in Russia, dopo aver acquistato tre aziende P&G mise a rischio 700 posti di lavoro. Nel 1999 ha provocato il licenziamento di 15 000 dipendenti.

La pubblicità ingannevole del prodotto Mastro Lindo è stata condannata dallo IAP per avere violato il Codice di Autodisciplina Pubblicitaria.

Cercate le liste dei prodotti da boicottare: Fieri di sostenere tutte le mamme… che non comprano Procter & Gamble!

Vanessa Zavanella

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