Renzi: un comitato per discutere dell'Italicum. Niente alibi sulla riforma

Renzi: un comitato per discutere dell’Italicum. Niente alibi sulla riforma

Politica

Renzi: un comitato per discutere dell’Italicum. Niente alibi sulla riforma

Il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, durante la riunione dei senatori del Pd a Palazzo Madama, Roma, 14 gennaio 2014. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Alla direzione PD Matteo Renzi ha proposto l’istituzione di un comitato per discutere dell’Italicum. Tutti devono essere sentiti.

La relazione del segretario Pd Matteo Renzi è stata approvata all’unanimità dalla direzione del partito, ma la minoranza non ha votato. Il premier ha parlato soprattutto del tentativo di “offrire una soluzione, nel rispetto di tutti” per quello che riguarda il “tema del cosiddetto combinato disposto tra riforma costituzionale e legge elettorale. Essendo così importante la riforma costituzionale, mio compito” ha detto Renzi, “è cercare ulteriormente le ragioni di un punto di accordo. Se ognuno immagina di usare la legge elettorale come alibi, lo smontiamo, per non perdere l’occasione della riforma costituzionale”.

La proposta di Renzi è quella di aprire “una discussione profonda, seria” sui punti principali della legge elettorale: “ballottaggio sì o no”, “premio alla lista o alla coalizione e modo in cui si eleggono i parlamentari, collegi, preferenze o – ma non lo consiglierei – sorteggio”. L’idea è quella di comporre “una delegazione formata dal vicesegretario del Pd come coordinatore, i capigruppo, il presidente, più un esponente della minoranza”. “Siamo totalmente disponibili a lavorare” ha specificato Renzi, “chiedo solo che la delegazione senta tutti gli altri partiti, anche i 5 stelle: siamo per utilizzare queste settimane e mesi per togliere tutti gli alibi”.

In “un paese che sta ripartendo”, ha proseguito il premier, il progetto di riforme non deve essere considerato il “giocattolino di qualcuno”: “è la chiave di volta”. “Siamo pronti a ulteriori elementi di mediazione” ha assicurato, “ma non siamo disponibili a bloccare il paese in nome dell’unità del partito”. Il rischio è di condannare l’Italia “a una discussione di decenni su quello che poteva fare l’esperienza riformista e non ha fatto.

Il Pd è qui per rimettere in moto il paese”.

Minoranza scettica. Le dichiarazioni di Cuperlo e Speranza.

Tiepide le reazioni della minoranza democratica. Gianni Cuperlo, di fronte alla proposta di discutere dell’Italicum anche o soltanto dopo il voto al referendum, ha ribadito la necessità di agire subito sul fronte della legge elettorale. “Una proposta non può essere rinviata al dopo” ha specificato Cuperlo, “io dico di andare a vedere la sostanza di queste parole nei prossimi giorni, poi ognuno assumerà le proprie decisioni”. “Se un accordo vero sulla legge elettorale non ci dovesse essere” ha poi dichiarato Cuperlo, “il 4 dicembre non posso votare la riforma che ho votato tre volte in Parlamento ma Matteo ti dico stai sereno perchè che se sarà così, un minuto dopo, comunicherò le dimissioni alla presidente della Camera”.

Critico anche Roberto Speranza, che ha assicurato di non volersi “fino all’ultimo istante” “sottrarre a nessun tentativo”. “Si vuole fare un comitato?” ha detto Speranza, “bene, ma serve un’iniziativa Pd e una spinta del governo”. “Avremmo avuto l’Italicum senza la fiducia e il Pd che fa da motore?” la domanda provocatoria rivolta a Renzi, “chi ha fatto quel passaggio, molto sbagliato, deve avere il coraggio e la forza di porre rimedio”: la proposta di Renzi, quindi “non è sufficiente perché sconta ancora questa debolezza”.

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