Risolto il giallo del tassista di via Caravaggio

Francesco Bosco, il tassista trovato morto nella sua abitazione 5 mesi fa, non è stato ucciso: la causa della sua morte è stata un incidente domestico

Si era parlato di suicidio per il tassista quarantasettenne Francesco Bosco, trovato 5 mesi fa morto nella sua abitazione di via Caravaggio, in una palazzina situata nella parte alta di Parco Persichetti. L’uomo infatti soffriva di depressione e prendeva quotidianamente psicofarmaci, recentemente aveva perfino venduto la sua licenza. Aveva dei progetti però Francesco Bosco, desiderava trasferirsi sul litorale domizio e prendersi un piccolo appartamento con i soldi ricevuti dalla vendita della licenza. Così la polizia aveva creduto di poter scartare l’ipotesi di suicidio e ipotizzare che potesse trattarsi invece di omicidio, ma dopo aver seguito numerose piste nessuna di queste sembrava poter spiegare le dinamiche della morte dell’uomo.

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Solo in questi giorni la polizia è riuscita a venire a capo di questo giallo e ha scoperto l’artefice di questo omicidio. La morte di Francesco Bosco è stata causata dalla caduta improvvisa di un’anta dell’armadio, che dall’alto si è andata a conficcare nel mezzo del suo cranio procurandone la rottura e la successiva morte.

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Seguendo la ricostruzione dei detective infatti, Bosco, stordito dagli psicofarmaci e dalla botta, avrebbe perso tempo prezioso a pulire il suo stesso sangue invece che chiamare i soccorsi, scrivendosi lentamente la sua fine.

L’anta incriminata è stata analizzata dalla squadra di Fabiola Mancone, che ha trovato tracce di cuoio capelluto e sangue proprio sull’oggetto identificato.

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