Russia, confermato l’invio di truppe in Siria, nervosismo USA COMMENTA  

Russia, confermato l’invio di truppe in Siria, nervosismo USA COMMENTA  

Se n’era già parlato nei giorni scorsi, quando le TV siriane avevano mostrato mezzi blindati russi all’opera nei territori ancora sotto il controllo di Bashar Al Assad, ma una pioggia di smentite aveva ammorbidito la situazione.


Adesso invece, è stata Mosca stessa a dare conferma.

La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha confermato ieri l’invio, da parte di Mosca, di truppe in Siria “contro la minaccia terroristica, che ha raggiunto una dimensione senza precedenti in Siria e nel vicino Iraq”.
Si tratterebbe di due grosse navi adibite al trasporto di carri armati e di un aereo, che avrebbero raggiunto il Medio Oriente nelle ultime 36 ore.

Non molto, per il momento, ma tanto da lanciare alla comunità internazionale un chiaro segnale del cambiamento delle intenzioni di Mosca circa la guerra in corso in Siria. “Se saranno richieste misure aggiuntive da parte nostra per aumentare il sostegno alla lotta anti terrorismo” ha poi precisato la portavoce “daremo un’adeguata valutazione alla questione, ma, in ogni caso, sulla base del diritto internazionale e della legislazione russa”.
Secondo fonti americane, Mosca vorrebbe realizzare una propria base presso la città portuale di Latakia, roccaforte del presidente Bashar Al Assad, ma, in realtà, i propositi russi non sono affatto chiari.

Evidente è senza alcun dubbio l’intenzione di rafforzare la presenza di truppe russe in Medio Oriente, tanto che, già tempo fa, gli USA avevano messo in guardia i paesi europei (Grecia e Bulgaria soprattutto) dal concedere le autorizzazioni al sorvolo agli aerei provenienti da Mosca.

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“Non abbiamo mai nascosto la nostra cooperazione tecnico militare con la Siria” ha chiarito su questo punto Maria Zakharova “da tempo forniamo armi ed equipaggiamento militare alla Siria nel rispetto dei contratti e delle leggi internazionali”.
Nel frattempo, si è mosso in prima persona il Ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, che ha contattato il Segretario di Stato americano John Kerry per sottolineare la necessità di un’azione compatta da parte della comunità internazionale nei confronti del terrorismo.

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