Scuola, da Biella a Trapani al via il nuovo progetto: niente più compiti a casa

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Scuola, da Biella a Trapani al via il nuovo progetto: niente più compiti a casa

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"Mai più compiti a casa": da Biella a Trapani via alla sperimentazione in cinque province italiane.

La scuola non è ancora ricominciata, gli studenti non hanno ripreso a pieno le attività, ma si parla già di nuovi progetti. A meno di una settimana dallo squillo della campanella, ci sono già importanti cambiamenti per questo anno scolastico. Il più importante? Niente più compiti a casa.

Da Biella a Trapani, dal primo paesino del nord a quello più lontano del sud dello stivale. Pare che la novità maggiore dell’anno scolastico 2017-2018, sia quella di impegnare i ragazzi, finite le ore di lezione, il meno possibile. Stop, dunque, ai compiti da fare a casa.

La scuola italiana ha deciso di aprirsi ad un metodo di insegnamento che guarda sempre più agli altri paesi europei. In questo caso parliamo della Finlandia. In uno dei paesi più a nord d’Europa, infatti, i ragazzi finite le ore di lezione sono liberi dagli impegni scolastici.

L’esperimento italiano, in 5 province.

Per il momento il progetto è ancora in fase di sperimentazione.

Il nuovo metodo verrà applicato in oltre 166 classi elementari, e saranno coinvolte anche alcune classi delle medie. Si tratta di un programma sperimentale che coinvolge la scuola primaria e la scuola media di cinque province italiane: Biella, Verbania, Milano, Torino e Trapani.

compiti

In realtà non si tratta di un’idea del tutto innovativa, poichè tale esperimento era già stato preso in considerazione negli anni passati. Molti ministri dell’istruzione avevano pensato ad una tale possibilità, che però non si era mai concretizzata nei fatti.

Cosa è cambiato? La richiesta è partita da alcuni genitori, preoccupati anche dall’impossibilità che i figli potessero svolgere altre attività oltre a quella scolastica. Negli anni si sono susseguite diverse iniziative perchè il progetto si concretizzasse; molte le petizioni e gli appelli, per trasformare il metodo di apprendimento.

Da quest’anno si passa ai fatti: c’è un movimento su scala nazionale che ha deciso di percorrere un’altra strada, ovvero quella che, attraverso una diversa organizzazione del tempo-scuola, solleva gli alunni dal peso di faticosissime rielaborazioni casalinghe spesso con il coinvolgimento dei genitori o di insegnanti privati.

A promuovere in prima persona l’iniziativa è stato un preside ligure. Si tratta di Maurizio Parodi, autore della pagina Facebook “Basta compiti!”, promotore di una petizione online che nei mesi scorsi ha raccolto quasi 25mila consensi.

Questa è stata la prova che molti genitori italiani avevano tale necessità, anche solo per passare del tempo con i figli alla fine di una giornata scolastica e lavorativa. Ed ecco che la scuola italiana ha dato seguito a queste voci, e si è deciso di far prendere forma all’idea iniziale con esperienze concrete. Ecco, perché, per la prima volta partirà un progetto che coinvolge le scuole di tre regioni diverse: Piemonte, Lombardia e Sicilia.

L’esperimento di Biella

A sperimentare una giornata scolastica del tutto nuova le maestre di 13 classi dell’istituto comprensivo Biella II della città piemontese. Secondo la preside, Rita Vineis:“Il fatto di non assegnare compiti a casa è la conseguenza di una diversa organizzazione della settimana scolastica.”.

E, come ha raccontato Susanna Rolando, insegnante della primaria di Biella: “Abbiamo strutturato il tempo scolastico in modo da far studiare ai nostri alunni per due settimane lo stesso macro-argomento, che viene trattato anche dalle altre colleghe in un’ottica interdisciplinare.

Le insegnanti della classe svolgono le normali attività di mattina e nel pomeriggio consolidano le conoscenze con attività di diverso tipo, anche pratiche. Questo consente ai bambini di acquisire i contenuti in quelle due settimane e di non essere appesantiti da compiti a casa. Le lezioni, alla scuola elementare, prevedono per una settimana intera lo studio dell’Italiano e per l’altra la Matematica affrontando l’argomento con il contributo di tutte le discipline.”.

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