Shakespeare per la Regina Elisabetta, l’omaggio di Carlo COMMENTA  

Shakespeare per la Regina Elisabetta, l’omaggio di Carlo COMMENTA  

Il Principe Carlo, il broadcast, la Regina d’Inghilterra e William Shakespeare. L’incastro non è semplice, ma si può fare, ci può cioè essere una storia – una vicenda – tale da comprendere tutti e quattro gli ingredienti. Cominciamo con la Regina, l’aspetto più semplice, di questi tempi. Elisabetta II, nata il 21 aprile del 1926, ha da poco compiuto novant’anni, dei quali gli ultimi sessantaquattro passati sul trono (è un record, vale sempre la pena ricordarlo, detenuto in precedenza dalla Regina Vittoria, che non andò oltre i 63 anni e mezzo circa). Compleanno significa regalo anche per i regnanti, e, in particolare, regalo dalle persone più vicine, come senz’altro si può definire un figlio maggiore.


Il figlio maggiore di Elisabetta II d’Inghilterra è, come tutti sanno, il Principe Carlo, e con questo siamo al secondo elemento. Poi c’è il regalo. Alla sovrana del Regno Unito non si può regalare della banale merce. Non c’è una cifra da spendere, non è questione di budget: è una questione di cuore e originalità. Come si può, però, esprimere il proprio cuore, se non si riesce a trovare le parole o il modo giusto per farlo? Fra gli esponenti del genere umano, alcuni ne esistono capaci di usare le parole nel modo non solo più appropriato, ma persino più toccante, vero e sentimentale. Si chiamano poeti e loro vera caratteristica è quella di riuscire a esprimere ciò che spesso sentiamo dentro di noi, ma non siamo capaci di comunicare appieno. Trattandosi di Inghilterra e dovendosi individuare uno e un solo nome di poeta, la scelta non può che ricadere su William Shakespeare, a maggior ragione considerando il fatto che la data di morte del Bardo cade il 23 aprile, poco dopo il regale genetliaco. Era il 1616, quindi quest’anno sono 400 anni dalla morte di Shakespeare, una ricorrenza “rotonda” quanto i novant’anni di Elisabetta II.


Come trasformare le parole di Shakespeare in un regalo alla Regina? Qui la risposta è modernità e, quindi, tecnologia: broadcast. Ora gli ingredienti ci sono tutti: il Principe Carlo ha dedicato alla Regina Elisabetta II d’Inghilterra, per i suoi novant’anni, un broadcast leggendo un passo di un’opera di William Shakespeare.  La scelta è caduta sull’Enrico VIII, del quale il Principe ha scelto questo brano: “She shall be, to the happiness of England, an aged princess; many days shall see her, and yet no day without a deed to crown it”. Perfetto per l’occasione, non c’è che dire, merito di Shakespeare, in primo luogo, ma anche di un buon gusto degno della corona britannica.

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