Traffico di cuccioli dall’Ungheria: due arresti e 12 indagati COMMENTA  

Traffico di cuccioli dall’Ungheria: due arresti e 12 indagati COMMENTA  

traffico di cuccioli

La procura di Lodi ha smascherato una associazione a delinquere finalizzata al traffico di cuccioli provenienti dall’Est eseguendo arresti e sequestri di cani di piccola taglia

E’ di due arresti e dodici indagati il bilancio di un’inchiesta che ha tolto il coperchio su un vasto traffico di cuccioli provenienti dall’Ungheria, verso il mercato italiano. L’indagine condotta dal pm di Lodi, Emma Vittorio, ha sgominato una banda dedita al commercio di cani di piccola taglia che successivamente venivano rivenduti tramite alcuni siti e-commerce o rivenditori complici, a prezzi che oscillavano tra 700 e 800 euro.


L’inchiesta sul traffico di cuccioli è stata denominata ‘Oro dell’Est’ ed è stata condotta grazie all’ausilio del Corpo Forestale ed ha portato al sequestro di trenta cuccioli di razza differente e all’arresto di due persone che dovranno rispondere del reato di maltrattamento e traffico illecito di animali.


Tra i soggetti coinvolti nell’inchiesta sul traffico di cuccioli, anche due veterinari compiacenti e una vasta rete di fiancheggiatori che gestivano attività commerciali finalizzate alla vendita di animali. La svolta si è avuta dopo una lunga indagine iniziata ben due anni fa e partita da San Giuliano Milanese che comportò allora il sequestro di ben 80 cani di razza diversa e sei arresti.


I cani venivano trasportati in condizioni sanitarie precarie, accatastati come oggetti dentro scatole chiuse nei bagagliai di vetture e sottoposti a maltrattamenti indicibili che ne avrebbero compromesso lo stato di salute.

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Al momento, i cuccioli sequestrati che verserebbero in condizioni di salute precaria, sono stati affidati alle cure amorevoli dell’Adica, una associazione per la difesa dei cani che opera a Lodi.

Purtroppo una buona parte degli animali coinvolti nel traffico di cuccioli, sono deceduti per le gravi patologie contratte (cimurro e parvovirosi) in seguito ai maltrattamenti subiti. Dall’inchiesta si è appreso che gli stessi cuccioli erano imbottiti di antibiotici al fine di celare le gravi patologie delle quali erano afflitti per essere venduti come animali sani.

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