A quale animale si associa il ronfare?

A quale animale si associa il ronfare?

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A quale animale si associa il ronfare?

gatto
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Sono tanti i pregiudizi che si hanno nei confronti dei gatti alcuni veri e altri no. Scopri i principali.

Il gatto è considerato uno dei migliori amici dell’uomo. Il suo carattere è dolce ma allo stesso tempo estremamente riservato. Inoltre il gatto è un animale molto autonomo, ama restare anche fuori dalla propria casa ma nonostante ciò necessita di cure e affetto.

Il gatto

Le principali analisi, basate sulla vendita di cibo e accessori in Italia sul numero dei gatti, sono impressionati. Secondo questi studi sono presenti circa 7 milioni e mezzo di gatti “casalinghi”. Esattamente quasi quanti sono i cani che vivono in ambiente domestico. Delle cifre precise però è quasi impossibile darle, poichè non è mai stato fatto un vero e proprio censimento dei gatti in Italia. Questo perché il gatto è un animale che si sta addomesticando proprio in questi decenni – un periodo brevissimo nei tempi lunghi dell’evoluzione – e che mantiene alcune caratteristiche dell’animale quasi selvatico. Nonostante la grande presenza di questo animale sia in famiglia sia nei cortili, il gatto ancora oggi è vittima di dicerie e luoghi comuni totalmente sbagliati.

È solitario

Gli etologi, ovvero gli studiosi dei comportamento degli animali, considerano il gatto come un animale solitario.

Questo perché per riuscire a sopravvivere non sente il bisogno di stare in famiglia o società. In parole semplice il gatto selvatico (che è strettamente collegato a quello che vive in casa con noi) riesce a cacciare e vivere da solo. L’unico momento in cui non può rimanere da solo è quello dell’accoppiamento. Tutto ciò, però, è valido solamente per i maschi, perché la femmina del gatto vive dei periodi molto lunghi di socialità. Basta pensare all’allevamento e l’educazione dei piccoli. I gatti che invece vivono in città, sia i maschi che le femmine, si riuniscono in colonie feline. Chiaramente sono presenti delle differenze anche tra loro. Per esempio ci sono dei gatti che sono maggiormente estroversi ed altri meno. Oppure ci sono quelli che sono più interessati al contatto con l’umano e quelli che invece non sono per niente interessati. Questo deriva sopratutto dalle esperienze che hanno fatto nei primi tempi di vita.

In particolare i primi due mesi di vita sono fondamentali per la crescita e l’educazione del micio.

È un opportunista

Una altra diceria comune nei confronti dei gatti è quella che afferma che il micio si lega solamente alla casa e non al padrone. Questo poteva essere vero quando i gatti venivano impiegati come cacciatori di topi. In quel periodo infatti non instauravano nessun legame affettivo col padrone. In realtà, se il gatto è amato e ben trattato, si affeziona molto al suo proprietario e affronta con lui anche viaggi e traslochi.

Non obbedisce

Il gatto in natura non vive in un gruppo gerarchicamente strutturato. Per questo motivo non è abituato ad avere dei capi a cui obbedire. Ma questo non vuol dire che non possa imparare a rispondere ad alcuni richiami o comandi.

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