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13enne violentata per 5 anni dal vicino: andava a casa sua per fumare di nascosto dai genitori

Una ragazzina di 13 anni è stata violentata per 5 anni dal vicino di casa. Andava a casa sua per fumare di nascosto dai genitori.

Carabinieri

Una ragazzina di 13 anni è stata violentata per 5 anni dal vicino di casa. Andava a casa sua per fumare di nascosto dai genitori. 

13enne violentata dal vicino di casa: andava a casa sua per fumare di nascosto

La ragazzina non aveva idea che il suo rifugiarsi a casa del vicino per fumare di nascosto dai genitori si sarebbe trasformato in un incubo. La ragazza è stata vittima di violenza sessuale e ricatti per circa 5 anni. L’uomo, di 54 anni, disoccupato dell’Aquila, assistito dall’avvocato Roberto Tinari, è stato accusato di violenza sessuale, estorsione, stalking e detenzione di materiale pedopornografico. È stato condannato alla pena di 11 anni di carcere e al pagamento di una multa di 27.500 euro. 

13enne violentata dal vicino di casa: le regalava pacchetti di sigarette

Secondo quanto riportato dai carabinieri, questa terribile storia nasce dall’ingenuità della ragazzina, che si sarebbe rifugiata in casa del vicino per fumare di nascosto dai suoi genitori. Pensava fosse un luogo sicuro, dove poteva fumare indisturbata, lontano dagli occhi della sua famiglia. Inizialmente l’uomo le ha fatto molte lusinghe e le ha regalato dei pacchetti di sigarette, ma già dopo due giorni sarebbe passato alla richiesta di prestazioni sessuali, pagate 20 euro. 

13enne violentata dal vicino di casa: come si è salvata

La ragazzina si è salvata grazie all’amore. Diventata maggiorenne, ha iniziato una relazione sentimentale con una sua coetanea. Per questo ha chiuso il rapporto con il vicino di casa, ma tutto si è trasformato in un incubo. La giovane è stata raggiunta più volte dall’uomo sul luogo di lavoro ed è diventata vittima di minacce e intimidazioni. Le diceva che avrebbe mostrato dei video alla sua compagna e che l’avrebbe picchiata.

La ragazza è stata costretta ad accontentare l’indagato per quattro pomeriggi a settimana. Alla fine ha deciso di rivolgersi ai carabinieri che, sul cellulare dell’uomo, hanno trovato materiale pedopornografico.

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