Alcol in gravidanza: rischi e conseguenze possibili
Alcol in gravidanza: rischi e conseguenze possibili
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Alcol in gravidanza: rischi e conseguenze possibili

alcol in gravidanza

In questo articolo parleremo dei rischi e delle conseguenze dovute all'assunzione di alcol in gravidanza

Uno dei vizi più diffusi dell’ultimo secolo, oltre al fumo, è senza dubbio l’alcol. Un piccolo piacere da assaporare in determinate occasioni, ma che se mal controllato può portare a conseguenze anche molto gravi. Spesso associamo il consumo di alcolici ad un piccolo piacere della vita. E così deve essere. Momenti di relax trascorsi assaporando un buon bicchiere di vino rosso, oppure una birra tra amici in qualche locale. La misura è quella che fa la differenza. Pone un confine tra sano divertimento e dipendenza.

Spesso e volentieri però quel limite viene valicato, sprofondando in uno stato ad alto rischio per la propria salute, nella quale dipendenza dall’alcool diviene l’elemento incentrante della propria vita. Una condizione esistenziale che può arrecare numerosi danni al proprio stato di salute, sia fisica che psicologia. Un dramma che annualmente colpisce milioni di persone, impossibilitate a lottare per disintossicarsi da questa “droga”. Sia uomini che donne.

Effetti dell’alcol

E’ risaputo che l’eccessivo consumo d’alcool fa male, con effetti drastici sul proprio corpo:

  • danni permanenti alle cellule celebrali
  • aumento della pressione sanguigna e arteriosa
  • riduzione della vitamina B1
  • difficoltà nel dormire
  • problemi al fegato (cirrosi epatica)
  • bruciore allo stomaco
  • ulcera
  • infiammazioni esofagee
  • diabete tipo 2
  • infertilità e diminuzione del desiderio sessuale

Ma una delle conseguenze maggiori del consumo di alcol è quella rivolta al feto durante una gravidanza.

Alcol in gravidanza rischi

Attualmente non è possibile esaminare con assoluta certezza la quantità di alcool minima che può risultare dannosa per il bambino portato in grembo.

Di conseguenza l’unica raccomandazione è quella di non berne assolutamente. Sono numerose le campagne di sensibilizzazione sull’argomento, promosse dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Sanità.

Il divieto non riguarda soltanto i prodotti ad alto tasso alcolico, come rum e whisky. Questo è riconducibile anche alle bevande più leggere, come vino e birra. Non tutti sanno che il corpicino riceve lo stesso quantitativo di alcool consumato dalla madre. Il liquido passa attraverso la placenta e arriva interamente al bambino. Quindi le conseguenze dovute al consumo d’alcol in gravidanza sono potenzialmente disastrose, con problemi riguardanti la corretta formazione degli organi e crescita del feto:

  • alto rischio di nascere sottopeso
  • ritardo della crescita
  • lesioni a fegato e reni
  • ritardo mentale
  • malformazioni, soprattutto riguardanti la scatola cranica

I danni arrecati, anche nelle primissime settimane di gestazione, non sono curabili. Questo perché nel suo organismo non sono pienamente sviluppati dei particolari enzimi capaci di metabolizzare la sostanza e allentarne la capacità tossica. La forza di volontà e l’amore verso il bambino tenuto in grembo sono fondamentali per stare alla larga d questo “veleno” per il feto. Chi non può rinunciare agli aperitivi con gli amici può comunque optare le i cocktail analcolici, freschi, dissetanti e per nulla nocivi. Nei casi più gravi sono presenti su tutto il territorio nazionale centri predisposti, nei quali farsi aiutare nella lotta all’alcolismo. Strutture adeguate e operatori sanitari pronti ad aiutare le future mamme, desiderose di smettere di bere per il bene del proprio figlio.

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