Ape volontaria: prime domande all'Inps
Ape volontaria: prime domande all’Inps
Economia

Ape volontaria: prime domande all’Inps

L'ente
L'Istituto pensionistico

L’Ape volontaria: di che cosa si tratta, come richiederla, l’età per accedervi, i tempi necessari. La simulazione per richiederla è partita oggi.

Da martedì 13 febbraio, con un simulatore online sul sito dell’Inps, possono essere inviate le prime domande di certificazione all’ente per aver accesso alla cosiddetta Ape volontaria, ovvero il “prestito finanziario con garanzia pensionistica” che darà modo alle persone che compiono almeno 63 anni quest’anno – o avranno almeno 63 anni e 5 mesi il prossimo – di smettere in anticipo e definitivamente di lavorare. Per ora si tratta di una misura sperimentale fino al 2019: vediamo nel dettaglio in che cosa consista ed i suoi costi.

Richiesta

Chi potrà fare domanda

Potranno chiedere l’Ape volontaria all’Inps i lavoratori che siano arrivati almeno ai 63 anni e ai quali manchi non più di 3 anni e sette mesi alla pensione, purchè abbiano alle spalle almeno 20 anni di contributi. Nel 2019 l’età per richiederla sale di 63 anni e cinque mesi nel 2019, dato che si andrà in pensione a 67 anni – con cinque mesi in più -.

La pensione che spetta al richiedente deve essere uguale o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo – nel 2018 deve corrispondere cioè a 710,388 euro al mese -. Coloro che hanno già diritto alla pensione – se certificato dall’Inps -, non possono accedere all’Ape volontaria.

Quanto si può ottenere

Il minimo ottenibile è di 150 euro mensili per sei mesi, mentre il massimo non può andare oltre il 75% del trattamento pensionistico mensile, se l’erogazione dell’Ape richiesta superi i tre anni; l’80% se il prestito dura dai 24 e i 36 mesi; l’85% se dura da uno ai due anni e e il 90% se dura meno di un anno. Il prestito viene versato in 12 rate mensili (240 in tutto), senza tredicesima.

La restituzione del prestito

Avviene in vent’anni attraverso una decurtazione della pensione, esclusa la tredicesima. Perchè il prestito venga erogato, la rata di ammortamento mensile, più eventuali per prestiti rimasti aperti, non deve essere oltre il 30% del trattamento pensionistico.

I costi

La trattenuta sulla pensione considererà il capitale, il tasso d’interesse ed i altri fattori, che la renderanno pari a circa il 4,6% annuo.

L’incidenza dei costi effettivi – meno la restituzione dell’Ape ricevuta – per un prestito di un anno è dell’1,6% circa. E’ riconosciuto un credito di imposta annua del 50% degli interessi sul finanziamento e premi assicurativi per un eventuale rischio di premorienza. L’Ape, trattandosi sostanzialmente di un prestito, è esente da tasse e contribuiti.

Le parole di Tito Boeri

Presidente dell'Inps

Interpellato sull’Ape volontaria, il presidente dell’Inps Tito Boeri ha fatto sapere che potranno richiederla circa 300mila persone nel 2018 e dall’anno prossimo altre 115mila.

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