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Attacchi di orsi e polemiche politiche in Siberia e nella Volga

Attacchi di orsi e polemiche politiche in Siberia e nella Volga

Una Russia divisa tra contestazioni elettorali e orsi bruni sempre più aggressivi: cause, dati e risposte delle autorità.

In questi giorni la Federazione russa si trova a fronteggiare due emergenze apparentemente distanti ma collegate da una stessa radice di insoddisfazione sociale e ambientale. Da un lato, gruppi di attivisti chiedono il permesso di manifestare contro presunte irregolarità elettorali; dall’altro, la popolazione delle zone settentrionali è minacciata da una serie di attacchi di orsi bruni che hanno provocato numerose vittime.

Proteste elettorali in Perm, St. Petersburg e repubbliche della Volga

Attivisti indipendenti, membri di Yabloko e del Partito Comunista, insieme a sostenitori dell’ex oppositore Boris Nadezhdin, hanno presentato domande alle autorità regionali dei territori di Perm, St. Petersburg, Tatarstan, Udmurtia, Komi e Buryatia chiedendo di organizzare raduni contro le presunte frodi alle recenti elezioni della Duma di Stato e a quelle locali.

La richiesta di Kazan è stata respinta mercoledì con la motivazione che lo scopo del raduno “non risponde ai requisiti legali”.

Nel frattempo, i risultati preliminari dell’ultimo voto hanno confermato una vittoria storica per United Russia che dovrebbe conquistare 355 seggi su 450. Tuttavia, alcuni risultati regionali mostrano sprazzi di resistenza: ad esempio, a Udmurtia, l’attivista ambientale Eduard Glukhov ha superato due candidati di United Russia nella circoscrizione municipale di Kambarsky, per poi essere privato del mandato per omissione nella dichiarazione dei redditi del figlio minorenne.

Emergenze agricole: diesel, piogge e stato di emergenza

La stagione di raccolta, già segnata da prezzi record del diesel e da carenze di carburante, si sta avvicinando alla chiusura. Gli agricoltori delle regioni meridionali della Russia e della Siberia hanno ridotto drasticamente i volumi di raccolto e i piani per la semina del prossimo anno, a causa dell’aumento delle difficoltà economiche. Nella repubblica del Bashkortostan, le piogge estive prolungate e le grandinate hanno danneggiato i raccolti, spingendo le autorità a dichiarare stato di emergenza in sette distretti.

Nel Krasnodar meridionale, il governatore Veniamin Kondratyev ha disposto lo stesso provvedimento mercoledì, riferendo l’impossibilità di commercializzare grandi quantità di prodotti agricoli, conseguenza degli attacchi ucraini ai porti del Mar Nero e alle infrastrutture marittime.

L’ondata di attacchi di orsi bruni: cause e conseguenze

Le notizie di scontri mortali tra umani e orsi sono cresciute esponenzialmente dalla scorsa primavera. Secondo i dati raccolti, almeno 19 persone hanno perso la vita in incidenti con orsi bruni nelle regioni del Grande Nord, della Siberia e dell’Est fino ad aprile. Tra le vittime più note c’è Alexander Kuzmenko padre del giocatore di NHL Andrei Kuzmenko, ucciso durante una battuta di pesca nella repubblica di Tyva. Il villaggio di Motygino, nella regione di Krasnoyarsk, con i suoi 4.000 abitanti e la vicinanza al fiume Angara, registra quotidianamente avvistamenti e incursioni di orsi che non temono più la presenza umana.

Un esperto anonimo in materia di conservazione definisce la situazione come “catastrofica”, sottolineando che i rapporti mediali rappresentano solo una parte del fenomeno. La popolazione di orsi bruni è passata da circa 133.000 individui nel 1990 a oltre 307.000 nel 2026, crescita alimentata da inverni più miti dovuti al cambiamento climatico che permette a più cuccioli di sopravvivere. La scarsità di risorse alimentari come i pini da frutta, combinata con gli incendi forestali che costringono gli animali a spostarsi verso gli insediamenti umani, riduce ulteriormente la loro diffidenza verso le persone.

Le autorità regionali hanno reagito con misure di emergenza: divieti di accesso ai parchi nazionali durante le ore notturne, coprifoghi in alcune località e tentativi di abbattimento degli esemplari più pericolosi. In Tyva, ad agosto sono stati uccisi circa 200 orsi per contenere gli attacchi, ma la gestione della fauna è rimasta pressoché decentrata, lasciando molte comunità senza linee guida operative. Alcuni abitanti hanno iniziato a cacciarli illegalmente o a utilizzare repellenti acustici commerciali, mentre gli esperti suggeriscono che, a lungo termine, solo la rimozione sistematica del cibo accessibile – tramite contenitori per rifiuti a prova di orso – potrà ridurre le tensioni, anche se, nel contesto attuale, la soluzione più efficace resta il controllo diretto della popolazione.

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