Il caso della bambina nata con l’HIV sta per arrivare ad un punto di svolta dopo che i genitori della piccola convocati a processo hanno svelato la loro verità in merito alla malattia che è stata contratta dalla piccola ed inoltre rispetto ai metodi non certo ortodossi che hanno impedito che venisse curata in modo corretto dopo essere venuta al mondo.
L’avvocato dei genitori accusa di falso
A parlare per i genitori ai microfoni del Resto del Carlino, principale quotidiano della città emiliana è l’avvocato dei genitori, Pasquale Mitraglia che parla di falsità nei confronti dei genitori.
Secondo il difensore i genitori non hanno agito con la volontà di arrecare danno alla bambina, dalle carte processuali non sembra, anzi.
Difatti il padre è stato accusato di aver ostacolato le cure dopo aver scoperto la malattia.
Su questo punto Mitraglia parla di visione errata della questione, con il padre che ha mostrato come ingerire il farmaco alla piccola – farmaco che avrebbe ingerito lui al suo posto – a questo proposito l’avvocato si fa forza di oltre 20 testimoni pronti a difendere la coppia.
Colpevoli di aver sottovalutato il rischio, il commento dei genitori
I genitori ora a processo per maltrattamenti aggravati nei confronti della figlia hanno ammesso la colpa della negligenza nell’avvisare il personale medico della sieropositività della madre e di non aver fatto curare adeguatamente la bambina.
“Siamo colpevoli di aver sottovalutato il rischio” hanno commentato in tribunale, come riporta TGCom24, la sottovalutazione del rischio ha portato la bambina ad essere ricoverata in terapia intensiva per mesi, confermando la sieropositvità in stato avanzato.
La nascita della piccola in Spagna, nel 2017, non sarebbe stata fatta per eludere i controlli italiana ma bensì per via dei legami della donna, sieropositiva dal 2016, con dei parenti residenti nella nazione iberica, queste le parole dell’avvocato difensore dei genitori.