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Corteo per il referendum a Roma, bruciate foto di Meloni e Nordio: tre denunciati

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Nel corteo contro il referendum sulla giustizia e la guerra, bruciati cartelloni con Meloni, Nordio e Trump: tre manifestanti sono stati identificati.

La recente manifestazione a Roma del 14 marzo, organizzata contro il referendum sulla giustizia e contro la guerra in Medio Oriente, ha visto episodi di forte tensione con foto raffiguranti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump bruciate, scatenando reazioni politiche e polemiche sul confine tra protesta e violenza.

Corteo per il referendum a Roma: reazioni politiche e appelli alla moderazione

Le reazioni alle immagini incendiarie non si sono fatte attendere. Il ministro Nordio ha definito gli episodi “Eccessi aggressivi, lungi dall’intimorirmi” e si è detto pronto a proseguire “con determinazione e vigore”. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di “inaccettabile”, mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha invitato a evitare “inutili tensioni”. Più netta la posizione di Fratelli d’Italia: “Scende in campo l’odio rosso”. Dall’opposizione, Giuseppe Conte ha condannato la violenza sottolineando il rischio di “strumentalizzazioni” e ribadendo l’importanza di combattere solo con la “forza delle idee”.

Il dibattito sul referendum si inserisce in un contesto di crescente mobilitazione politica: la Lega e Forza Italia hanno intensificato la loro campagna elettorale, mentre il Partito Democratico insiste nel definire il voto come una scelta sulla democrazia e non sul governo. Come ha ricordato il capogruppo dem al Senato Francesco Boccia, “Si vota per decidere se la Costituzione deve restare il porto sicuro della nostra democrazia”, evidenziando come, nonostante gli episodi di violenza, il dibattito resti centrato sul merito e non sulle appartenenze politiche.

Roma, bruciate foto con Meloni e Nordio durante il corteo per il referendum: tre persone identificate

Durante la manifestazione di sabato, 14 marzo, a Roma contro il referendum sulla giustizia e la guerra, sono stati dati alle fiamme cartelloni raffiguranti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La Digos della Capitale, in collaborazione con altre sedi, ha identificato tre persone coinvolte: due provenienti da Padova e una da Napoli. Per loro è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria, mentre le indagini continuano per individuare altri responsabili attraverso l’analisi delle immagini del corteo.

Il corteo, promosso da Potere al Popolo, associazioni studentesche, sindacato Usb e movimenti di solidarietà internazionale, ha visto la partecipazione di circa 20.000 manifestanti, secondo gli organizzatori, che hanno esposto slogan contro il referendum, la guerra in Medio Oriente e il “governo liberticida”. Tra le immagini più contestate, un cartellone ritraeva Meloni mentre teneva al guinzaglio il ministro Nordio con la scritta “No al vostro referendum”, e un altro mostrava la stretta di mano tra la premier e Benjamin Netanyahu, accompagnata dalla frase “No al vostro genocidio, 75mila civili uccisi, 2 milioni di sfollati”. Fumogeni e simboli di protesta, tra cui bandiere di Palestina, Cuba, Venezuela e Iran, hanno contribuito a creare un clima teso ma pacifico nella maggior parte della manifestazione.