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Cagliari, sospiro di sollievo per Yael Trepy: fuori dal coma, come sta

Cagliari, sospiro di sollievo per Yael Trepy: fuori dal coma, come sta

Yael Trepy si è risvegliato ed è stato estubato dopo 48 ore di coma: l’attaccante del Cagliari resta in Terapia intensiva.

Migliorano le condizioni di Yael Trepy, l’attaccante del Cagliari ricoverato dopo il principio di annegamento in piscina a Porto Cervo: il calciatore si è svegliato dal coma farmacologico ed è stato estubato dopo circa 48 ore.

L’incidente di Yael Trepy in piscina e il messaggio del presidente Giulini

L’incidente si è verificato nella serata del 16 agosto nella piscina di una villa presa in affitto a Baja Sardinia, non lontano dalla Costa Smeralda, dove Trepy si trovava insieme a una decina di amici e a due compagni di squadra.

Secondo la ricostruzione riportata dall’Unione Sarda, il calciatore sarebbe finito nella parte più profonda della piscina e si sarebbe trovato in difficoltà anche perché non saprebbe nuotare. Tra le ipotesi prese in considerazione c’è quella di una possibile scivolata, eventualmente legata a un malore. Sul posto era intervenuta anche la Polizia di Sassari e il giovane era stato successivamente trasportato d’urgenza in ospedale, dove le sue condizioni erano apparse inizialmente molto serie.

Al momento non risulta aperta un’inchiesta da parte della Procura di Tempio Pausania, competente per territorio, poiché gli elementi raccolti avrebbero ricondotto l’accaduto a un incidente. Nei prossimi giorni, tuttavia, le persone presenti al momento del principio di annegamento potrebbero essere nuovamente ascoltate per chiarire ulteriormente la dinamica, dopo le prime informazioni acquisite subito dopo l’episodio.

Intanto la notizia del risveglio di Trepy ha suscitato grande sollievo nel Cagliari. Tra i primi a intervenire è stato il presidente Tommaso Giulini, che sui social ha affidato a poche parole la soddisfazione per il miglioramento: «Ci sono giorni che sembrano non finire mai. Poi arriva una notizia e cambia tutto. Poco fa è arriva quella che volevamo. Un passo alla volta Yael, tutti insieme». Un messaggio che accompagna i primi importanti progressi del calciatore, che rimane comunque sotto la costante osservazione dell’équipe medica.

Cagliari, Yael Trepy si è svegliato dal coma: estubato dopo 48 ore, come sta

Arrivano notizie incoraggianti sulle condizioni di Yael Trepy, giovane attaccante del Cagliari ricoverato nella Terapia intensiva dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari dopo il principio di annegamento avvenuto domenica 16 agosto in una piscina a Porto Cervo. Dopo circa 48 ore di coma farmacologico, il calciatore si è risvegliato ed è stato estubato. L’ultimo bollettino diffuso dall’Aou di Sassari riferisce che, al risveglio, Trepy ha mostrato una completa ripresa dello stato di coscienza: è «vigile e collaborante» e, al momento, non presenta deficit neurologici evidenti. Stabili anche le condizioni respiratorie ed emodinamiche.

Il miglioramento è arrivato progressivamente nel corso delle ultime ore. Già nel bollettino diffuso nella mattinata erano stati segnalati segnali favorevoli sul fronte polmonare, nonostante la prognosi rimanesse riservata. Trepy era ancora sedato e sottoposto a ventilazione artificiale tramite intubazione, ma la grave insufficienza respiratoria riscontrata al momento del ricovero stava mostrando un’evoluzione positiva. Il giocatore non presentava febbre, mentre proseguivano la terapia antibiotica e gli esami microbiologici. Anche la funzione cardiocircolatoria risultava stabile.

Successivamente è stato «sospeso il blocco neuromuscolare e progressivamente ridotta la sedazione», insieme alla graduale diminuzione del supporto ventilatorio. «Il mantenimento di scambi respiratori ottimali ha consentito di sospendere la ventilazione meccanica e di procedere, nel pomeriggio, all’estubazione del paziente», ha spiegato Stefania Milia, direttrice della Terapia Intensiva Emergenza Urgenza del Santissima Annunziata.

Nonostante i progressi, Trepy resta ricoverato in Terapia intensiva: la recente estubazione e il quadro polmonare provocato dalla sindrome da inalazione richiedono infatti ancora uno stretto monitoraggio clinico e respiratorio.

 

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