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Caldo record in Campania, percepiti 55 gradi a Caserta a 44 a Napoli

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Causa umidità, rilevato oggi caldo record percepito in Campania e sono state segnalate dall'Aeronautica condizioni estreme anche in Puglia e Sardegna.

caldo record
Causa umidità, rilevato oggi caldo record percepito in Campania e sono state segnalate dall'Aeronautica condizioni estreme anche in Puglia e Sardegna.

Ancora condizioni climatiche inedite nei territori del Sud Italia, che continuano a soffrire temperature effettive superiori ai 40°C e ben peggiori come percepite a causa dell’umidità. Questa volta a subire di più i picchi di caldo è stata la Campania.

Caldo record senza precedenti in Campania

Continua il periodo di caldo record in tutto il Sud Italia: percepita in Campania, a Grazzanise (Caserta), una temperatura pari a 55°C a causa dell’umidità, mentre la temperatura effettiva è di “soli” 35°C e a Napoli, dove si è raggiunta la temperatura di 44°C. Stessa situazione si riscontra nelle regioni di Puglia e Sardegna, dove si sono percepite in alcune città temperature ben superiori ai 40°C, come segnalato dall’Aeronautica Militare, specialmente nelle località di Marina di Ginosa (Taranto) con 50°C e a Capo San Lorenzo (Cagliari) con 49°C.

Già nei giorni scorsi alcune regioni del Paese hanno chiesto lo stato di calamità naturale per salvaguardare le aziende agricole che potrebbero rimanere danneggiate dalla siccità. Quella a cui stiamo assistendo è l’ondata di caldo più intensa registrata finora nell’estate 2017, e la quinta stagione in cui si segnala un considerevole aumento delle temperature, complice anche l’anticiclone proveniente dal territorio del Maghreb.

Medesima situazione in tutto il Paese

Il caldo record sta interessando non solo la Campania ma tutta Italia: da Nord a Sud sono state misurate infatti temperature superiori ai 40°C. Battuti record in alcune città – come Alghero, Frosinone e Ferrara – e l’intensità del caldo di giorno persiste anche durante la notte. L’apice, affermano i meteorologi, sarà comunque raggiunto tra oggi e domani, con seri rischi sull’aggravarsi della siccità anche a causa delle scarse precipitazioni.

Già da domenica assisteremo ad un’attenuazione delle temperature nel Nord, dove verranno a formarsi le prime nubi e sparuti temporali.

Nel resto del territorio invece si assisterà raramente a qualche breve precipitazione che non migliorerà la situazione prima dell’arrivo delle correnti atlantiche a portare un abbassamento delle temperature, previsto intorno al 9 di agosto. Il fenomeno che in questi giorni ha portato temperature così alte nel nostro Paese è chiamato dagli esperti anticiclone e quello che ci sta riguardando in questi giorni è stato nominano – nomen omen“Lucifero”.

Gli anticicloni: cosa sono e come agiscono

Si tratta di zone di alta pressione che portano modeste variazioni sul meteo del territorio in cui stazionano, contrapposte alle zone di bassa pressione chiamate appunto zone cicloniche. L’Italia assiste spesso a vari fenomeni di questa tipologia: tipico è il famoso anticiclone delle Azzorre, che interviene su tutto il continente europeo; Lucifero invece è diretta conseguenza dell’anticiclone subtropicale africano, presente in modo permanente nell’Africa sahariana e che d’estate può spingersi verso nord e aumentare considerevolmente le temperature.

Altri fenomeni di alta pressione sono rispettivamente l’anticiclone scandinavo, proveniente dall’Europa settentrionale, che viene originandosi per l’azione di quello delle Azzorre, e l’anticiclone balcanico, che nasce dall’azione nord-orientale di quello subtropicale africano. Esso può anche rendersi autonomo da questo e formare una zona denominata “di blocco”, ovvero stazionare per settimane nello stesso luogo e bloccare l’ingresso delle perturbazioni.


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