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Caso Cucchi, sentenza Cassazione: 12 anni ai due carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale

Caso Cucchi: la sentenza della Cassazione prevede la condanna a 12 anni per i due carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale.

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Condannati a 12 anni di reclusione i due carabinieri accusati dell’omicidio preterintenzionale di Stefano Cucchi. La sentenza della Cassazione sul caso Cucchi, quindi, riduce di un anno quanto già stabilito dalla Corte di Appello. Per gli altri due militari dell’Arma dei Carabinieri indagati e accusati di falso, invece, è stato decretato un Appello Bis.

Caso Cucchi, sentenza Cassazione: 12 anni ai due carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale

Nella serata di lunedì 4 aprile, la Cassazione ha pronunciato la sentenza definitiva in relazione al caso di Stefano Cucchi.

La Corte si era riunita intorno alle 15:30, al termine dell’ultima udienza celebrata nell’ambito del processo organizzato a carico dei quattro carabinieri accusati dell’uccisione di Stefano Cucchi, e ha emesso il verdetto dopo più di cinque ore di camera di consiglio.

A distanza di oltre un decennio dalla drammatica scomparsa del giovane uomo, i due carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro accusati di omicidio preterintenzionale sono stati condannati in via definitiva a 12 anni di carcere. Pur confermando la sentenza della Corte d’Appello, quindi, la condanna è stata ridotta di un anno.

Appello Bis per i due carabinieri accusati di falso

Per quanto riguarda Roberto Mandoli e Francesco Tedesco, inizialmente condannati per l’accusa di falso, invece, i due militari sono stati rinviati in Appello Bis.

La sentenza della Cassazione, infatti, ha stabilito che il processo a carico dei due imputati debba essere ripetuto.

Nel corso dell’ultima udienza del processo, il procuratore generale della Cassazione, Tomaso Epidendio, aveva chiesto alla Corte di confermare le condanne pronunciata in appello in data 7 maggio 2021 e di procedere con un nuovo processo “limitatamente al trattamento sanzionatorio” per il carabiniere Francesco Tedesco. Inoltre, l’accusa aveva sollecitato la conferma delle condanne a 13 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale per i carabinieri Di Bernardo e D’Alessandro e a quattro anni per falso contro il maresciallo Roberto Mandolini.

In particolare, il Pg Epidendio ha dichiarato: “Fu una Via Crucis notturna quella di Stefano Cucchi, portato da una stazione all’altra e tutte le persone che entrarono in contatto con lui dopo il pestaggio sono rimaste impressionate dalle sue condizioni: si tratta di un gran numero di soggetti tra i quali infermieri, personale delle scorte, detenuti, agenti di guardia. Davvero si può ritenere che questo numero impressionante di soggetti abbia congiurato contro i carabinieri?”.

Comunicato stampa dell’Arma dei Carabinieri sulla sentenza della Cassazione sul caso Cucchi

In seguito all’emanazione della sentenza della Cassazione sul caso Cucchi, il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri ha diramato un comunicato stampa.

Nello specifico, il comunicato riporta quanto segue: “La sentenza emessa oggi dalla Corte di Cassazione sancisce le responsabilità̀ di due dei quattro carabinieri coinvolti, a diverso titolo, nella vicenda della drammatica morte di Stefano Cucchi. Una sentenza che ci addolora, perché́ i comportamenti accertati contraddicono i valori e i principi ai quali chi veste la nostra uniforme deve, sempre e comunque, ispirare il proprio agire.

Siamo vicini alla famiglia Cucchi, cui condividiamo il dolore e ai quali chiediamo di accogliere la nostra profonda sofferenza e il nostro rammarico.

Ora che la giustizia ha definitamente terminato il suo corso, saranno sollecitamente conclusi, con il massimo rigore, i coerenti procedimenti disciplinari e amministrativi a carico dei militari condannati. Lo dobbiamo alla famiglia Cucchi e a tutti i Carabinieri che giornalmente svolgono la loro missione di vicinanza e sostegno ai cittadini”.

Ilaria Cucchi sulla decisione della Corte di Cassazione: “Giustizia è stata fatta”

La sentenza della Corte di Cassazione è stata commentata anche da Ilaria Cucchi, sorella di Stefano Cucchi, che è sempre stata in prima linea nel corso degli anni in modo tale da fare chiarezza sulla vicenda e di dare giustizia al fratello.

La decisione della Cassazione, quindi, è stata accolta da Ilaria Cucchi con le seguenti parole: “A questo punto possiamo mettere la parola fine su questa prima parte del processo sull’omicidio di Stefano. Possiamo dire che è stato ucciso dibotte, che giustizia è stata fatta nei confronti di coloro che ce l’hanno portato via. Devo ringraziare tante persone, il mio pensiero in questo momento va ai miei genitori che di tutto questo si sono ammalati e non possono essere con noi, va ai miei avvocati Fabio Anselmo e Stefano Maccioni e un grande grazie al dottor Giovanni Musarò che ci ha portato fin qui”.

Al termine dell’udienza, il legare della famiglia Cucchi, Fabio Anselmo, aveva affermato: “Condividiamo al cento per cento la requisitoria del Pg”.

In attesa della decisione della Cassazione, invece, Ilaria Cucchi aveva affermato: “Con questa sentenza si concludono dodici anni della mia vita, dodici ani di interminabili processi a vuoto. Per arrivare fin qui ci è voluta tanta tenacia mi ha spinto la voglia di verità e il bisogno di giustizia. La mia esistenza è stata completamente stravolta e da oggi in poi volterò pagina ma se tornassi indietro rifarei esattamente tutto quello che abbiamo fatto”.

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