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Catania, spari contro casa della maestra sospesa

Spari contro la casa della maestra sospesa dal servizio con l’accusa di aver maltrattato gli alunni in una seconda elementare in provincia di Catania.

Proiettile

La casa di una maestra elementare recentemente sospesa per maltrattamenti sugli alunni nei pressi di Catania, nella serata di mercoledì 30 maggio 2018 è stata centrata da sconosciuti con tre colpi di arma da fuoco. La donna, 59 anni, ha presentato denuncia ai Carabinieri, riferendo di aver sentito alcune esplosioni fuori dalle sua abitazione, circostanza confermata dal ritrovamento di fori di proiettile sulla porta.

La testimonianza di una vicina

I fatti sono stati confermati anche da una donna che vive vicino all’insegnate sospesa dal servizio, la quale ha detto di aver sentito tre colpi, ritenendo però che li avessero sparati alcuni stranieri che vivono nelle vicinanze. La sua camera da letto, dove stava guardando la televisione al momento degli spari, si trova proprio di fronte alla porta colpita.

La signora si è alzata per controllare cosa fosse successo, ma ha dichiarato di non essersene ben resa conto. La mattina seguente, informata che qualcuno aveva sparato alla porta di casa della maestra, ha capito cos’erano i rumori sentiti.

Catania

I presunti abusi

L’episodio è avvenuto ad Aci Catena, in provincia di Catania, dove altre volte sono avvenute violenze fisiche e psicologiche da parte d’insegnanti nei confronti degli alunni. Questa volta nel mirino degli investigatori è finita una maestra di seconda elementare, sospesa per un anno dall’insegnamento con le accuse di maltrattamenti e lesioni volontarie aggravate sui “suoi” bambini.

A inchiodarla, dopo la denuncia di una famiglia, alcuni video delle telecamere nascoste piazzate dai Carabinieri. Grande ovviamente l’indignazione dei genitori, con madri dello stesso istituto scolastico le quali, ai microfoni di “Pomeriggio Cinque”, hanno sostenuto che la responsabile di quei gesti non meritasse affatto la definizione di “maestra” bensì quella di “orco” e che fossero insufficienti dodici mesi di sospensione (perché poi l’insegnante potrebbe essere reintegrata a scuola).

Inoltre hanno chiesto l’installazione di telecamere “per tutelare bambini e anziani” nelle case di cura. Anche la conduttrice Barbara D’Urso ha fatto proprio l’appello.

Maestra Aci Catena

La testimonianza della preside

“Pomeriggio Cinque” ha intervistato anche la dirigente scolastica dell’istituto dove sarebbero avvenuti i maltrattamenti sugli alunni e questa sarebbe stata a sua volta minacciata dalla stessa insegnante sotto accusa. Vi sarebbero state difficoltà a relazionarsi con lei e ogni discussione sembra si concludesse con diffide e minacce da parte sua. Anche i genitori dei bambini ne saprebbero qualcosa, tanto che spesso non la informavano neanche per timore di ritorsioni nei loro confronti. Si attendono sviluppi sull’inquietante vicenda, che ancora una volta vede come vittime gli esseri più indifesi che ci siano al mondo in quella che dovrebbero considerare una seconda casa.


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