Come fare una ceretta a caldo: metodo efficace e veloce
Come fare una ceretta a caldo
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Come fare una ceretta a caldo

ceretta a caldo

La ceretta è il metodo più efficace per rimuovere i peli in modo duraturo. Ecco qualche consiglio per farla al meglio.

Dolorosa ma efficace, la ceretta è un po’ il cruccio di molte donne. È indubbiamente utile in caso di peli severi, ma può essere particolarmente sgradevole, soprattutto nei soggetti con pelli molto sensibili. Può dare luogo a irritazioni, peli incarniti e rossori diffusi e, per questo, è consigliabile affidarsi a un centro specializzato. È possibile, però, tentare anche la via casalinga, l’importante è ricordare qualche trucchetto. Ecco i consigli per una ceretta a caldo perfetta.

Ceretta a caldo

Innanzitutto, che cos’è la ceretta a caldo? È il metodo che sfrutta il potere del calore per aprire i bulbi piliferi, in modo che l’estirpazione del pelo sia più efficace e meno dolorosa. Ovviamente, è necessario avere una certa strumentazione per iniziare. A differenza della ceretta a freddo – come quella delle strisce già pronte – quella a caldo richiede la presenza di un piccolo fornellino apposito che riscaldi la cera prima che venga applicata sulla zona da trattare. Una volta applicata con una spatola, la cera può essere rimossa con strisce ad hoc.

La ceretta a caldo è più indicata per le pelli sensibili perché il calore è un vasodilatatore e, di conseguenza, rende meno traumatico lo strappo del pelo. Lavorarla su alcune zone, come gambe e braccia, è semplice anche se si applica il metodo casalingo. Adottando, poi, qualche piccolo accorgimento, il risultato sarà ancora migliore.

Per una ceretta efficace

Innanzitutto, assicuratevi che la zona da trattare sia ben pulita e senza residui di oli e creme, che renderebbero meno aderente la cera alla zona da epilare. In caso di necessità, asciugate l’area con una passata di borotalco. Occhio, poi, alla temperatura della cera, controllate che la temperatura sia di 80 gradi. Non superate questo valore se non volete ritrovarvi piccole ustioni sul corpo. Ora che è tutto pronto stendete la cera seguendo la direzione dei peli e, con una striscia apposita, strappate nella direzione opposta. Eliminate la cera residua con la stessa striscia e applicate un olio lenitivo per dare sollievo alla zona e per ammorbidire l’area.

Un olio di mandorle dolci, per esempio, è perfetto. Se notate peli incarniti o sottopelle, prendete l’abitudine di fare uno scrub regolare sulla zona, così da riportare in superficie i peli più fragili.

Black Softwax

Anche nel settore delle cerette a caldo, comunque, si stanno facendo passi in avanti. La Black SoftWax di Nutraplus, per esempio, è una cera a caldo già divisa in dischetti monouso, per un’esperienza depilatoria non dolorosa. Utilizzare la cera è semplice e veloce. Basta scaldare i dischi in un pentolino fino al loro scioglimento, poi stendere la cera. Aspettate qualche minuto e, come fate di solito, strappate la pellicola che si è formata andando contropelo. Gli ingredienti del composto fanno sì che, già al primo strappo, riusciate a eliminare circa il 90% dei peli. La parte del leone è svolta dalla clorofilla che ha funzione lenitiva e calmante, in modo che la pelle non venga stressata esageratamente dallo strappo.

Per comprarla vi basterà andare sul sito del produttore e iscrivervi. Riceverete il kit a casa nel giro di pochissimi giorni.

softwax

Altri metodi depilatori

Se la ceretta vi spaventa, esistono altri metodi per completare una depilazione. Sono sicuramente meno dolorosi, ma senz’altro meno duraturi. Il ricorso alla lametta, per esempio, è consigliabile in caso di necessità, tempi serrati o se il soggetto ha riscontrato allergie e irritazioni con l’uso della ceretta, ma la pelle resterà liscia e senza peli per un paio di giorni al massimo. La crema depilatoria, invece, funziona indebolendo il pelo che, a causa dell’acido tioglicolico, cade. Anche in questo caso, badate, il risultato è poco duraturo, perché il pelo cade solo nella sua parte visibile, mentre la zona del bulbo rimane inalterata.

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