Chi era Marina Ripa di Meana: biografia del personaggio
Marina Ripa di Meana: dalla no alle pellicce ai matrimoni
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Marina Ripa di Meana: dalla no alle pellicce ai matrimoni

Immagine shock
L'immagine del video testamento.

Marina Ripa di Meana: gli amori, il ruolo in TV, le amicizie e le battaglie ambientaliste e non solo del personaggio scomparso oggi a Roma a 76 anni.

Nel pomeriggio di venerdì 5 gennaio 2018, si è spenta nella sua casa di Roma Marina Ripa di Meana. Aveva 76 anni e da 16 combatteva una durissima battaglia contro il cancro. Conosciuta soprattutto come personaggio televisivo, moglie del marchese Carlo Ripa di Meana, politico ed ambientalista, e madre dell’attrice Lucrezia Lante della Rovere – ex compagna prima dell’attuale presidente del CONI Giovanni Malagò e poi di Luca Barbareschi –, ha avuto una vita molto piena ed intensa, tra moda, scrittura, conoscenze di alto livello sociale, politico e culturale, e campagne ambientaliste e benefiche.

Il look

La vita

Marina Ripa di Meana, all’anagrafe Marina Elide Punturieri, nasce a Reggio Calabria il 21 ottobre del 1941 in una famiglia borghese. Dopo il diploma, conseguito nella città natale, si trasferisce a Roma con l’amica Paola Ruffo di Calabria – poi principessa di Liegi e Regina dei Belgi dal 1993 al 2003 in quanto moglie di Re Alberto II – e con lei apre un atelier di alta moda nella mitica Piazza di Spagna.

Diventa una delle protagoniste della vita mondana della Capitale ed il 10 giugno del 1964 sposa il duca romano Alessandro della Rovere nella Chiesa di San Giovanni Battista dei Cavalieri di Rodi. Due anni più tardi darà alla luce la figlia Lucrezia, oggi attrice televisiva – l’abbiamo vista anche di recente nella fiction “La strada di casa” insieme ad Alessio Boni -, cinematografica e teatrale.

Madre e figlia

Negli Anni Settanta avrà una tormentata relazione extraconiugale con il pittore cocainomane Franco Angeli, della quale molti anni più tardi parlerà nel libro “Cocaina a colazione” (2005). Qui ammette di aver fatto di tutto per procurare la droga al suo amante, arrivando anche a prostituirsi.

Inevitabilmente il matrimonio con Alessandro Lante della Rovere naufraga, ma lei continuerà ad utilizzare il cognome di lui, finchè questi si rivolgerà al Tribunale per impedirglielo. Termina anche la relazione con Franco Angeli e Marina ne avrà altre, come quella con il giornalista Lino Jannuzzi, della quale parlerà nel suo best seller “I miei primi primi 40 anni”, dal quale verrà tratto anche un celeberrimo film di Carlo Vanzina con protagonista la splendida Carol Alt.

Il suo libro: I miei primi 40 anni

Nel 1982 sposa civilmente Carlo Ripa di Meana – ma per qualche anno continuerà ad usare il cognome del primo marito fino al provvedimento giudiziario che abbiamo detto -, con testimoni di nozze gli scrittori Alberto Moravia e Goffredo Parise per lei ed il leader socialista Bettino Craxi per lui. Vent’anni dopo verrà celebrato anche il matrimonio religioso.

Sposi

Nel frattempo, dalla fine degli Anni Settanta, era diventata opinionista TV – negli a dire il vero è diventata anche un simbolo trash -, facendosi conoscere per il suo carattere esuberante, eccentrico ed anticonformista. Nello stesso periodo aveva anche interpretato un piccolo ruolo in un film intitolato “Assassinio sul Tevere”, con protagonista Tomas Milian, scomparso quasi un anno fa, aveva lavorato come valletta di Maurizio Costanzo nella trasmissione “Grand’Italia”, durante la quale, però, aveva tirato al giornalista e conduttore una torta in faccia, segnando la fine della propria esperienza televisiva.

L’attivismo

Lo spot

Marina Ripa di Meana è anche famosa per il suo impegno animalista ed ambientalista: partecipa ad una campagna contro il massacro dei cuccioli di foca, arriva a posare completamente nuda contro l’uso delle pellicce nella moda, prende posizione contro l’usanza spagnola della corrida, ma anche contro il nucleare – in particolare gli esperimenti francesi all’epoca di Chirac nell’Atollo di Mururoa, nella Polinesia francese -.

Negli Anni Duemila manifesta per la salvaguardia della zona del Pincio a Roma, contro la chiusura dello storico ospedale romano di San Giacomo e torna a posare nuda per raccogliere fondi per la ricerca sul cancro.

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