Il processo legato al “Pandoro gate” si chiude per Chiara Ferragni: l’imprenditrice digitale è stata assolta dall’accusa di truffa aggravata relativa alle vendite del pandoro Balocco e delle uova di Pasqua. La vicenda, seguita con attenzione dai media grazie all’inchiesta di Selvaggia Lucarelli, ha scatenato un acceso botta e risposta tra la giurata di Ballando con le Stelle e i legali dell’influencer.
Pandoro Gate: Chiara Ferragni assolta, la replica di Selvaggia Lucarelli
Nel processo con rito abbreviato che vedeva Chiara Ferragni imputata per truffa aggravata legata alle vendite del Pandoro Balocco Pink Christmas e delle uova di Pasqua, la influencer “tecnicamente è stata prosciolta, non assolta”, ha sottolineato Selvaggia Lucarelli sui suoi canali social.
La giornalista aveva seguito da vicino il caso, trasformandolo in un’inchiesta, e spiega: “Per procedere per il reato di truffa servivano le querele che inizialmente c’erano. Codacons aveva ritirato le querele grazie ad un accordo mediante risarcimento. Dunque, senza quelle querele, era impossibile processare Ferragni per truffa semplice. Quella aggravata (che procede anche senza querele) non ha retto perché mancavano le aggravanti”.
Selvaggia Lucarelli sottolinea inoltre che Ferragni resta colpevole di pubblicità ingannevole e che, sul fronte amministrativo, ha saldato il debito versando circa 3 milioni di euro tra multe e donazioni.
Pandoro Gate, Chiara Ferragni assolta: la replica dei legali alla Lucarelli
Lucarelli, in più interventi, aveva ribadito la propria posizione critica, spiegando chiaramente le dinamiche legali e sottolineando: “Credo che Chiara Ferragni sia responsabile delle sue azioni. Non le ho detto io di mescolare un’operazione commerciale con una benefica e di far finta che comprando i pandori si contribuisse alla donazione all’ospedale Regina Margherita”.
Dall’entourage dell’imprenditrice arriva una replica decisa, come riportato dall’Adnkronos: “In merito alle dichiarazioni rilasciate dalla signora Lucarelli ci fa piacere farle notare che il proscioglimento di Chiara Ferragni corrisponde a una piena assoluzione, la improcedibilità significa, lo può riferire all’esperto legale che le ha suggerito quanto lei scrive, che non era possibile procedere per truffa aggravata perché ne mancavano i presupposti. Quindi, se vuole, è anche peggio. Questo processo non si doveva fare”.