Scrivere una lettera ad un giudice: come fare in maniera efficace
Come scrivere una lettera a un giudice
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Come scrivere una lettera a un giudice

scrivere una lettera ad un giudice

Come scrivere una lettera a un giudice? Si deve fare attenzione a tutti i particolari formali e di contenuto. Mantenere un registro alto, rispettare i titoli e le onorificenze.

Scrivere una lettera ad un giudice, come si fa? Una domanda che ci si pone quando capita di doversi rivolgere ad un ufficiale della giustizia. Scrivere una lettera, il cui destinatario ha il potere di condannare o assolvere il prossimo, potrebbe risultare un’operazione delicata. Come accade in molti altri campi, ogni rapporto epistolare ha il suo codice da rispettare. Per fare un esempio: concludereste mai un’email di lavoro salutando con un “ciao” il vostro datore di lavoro? Nel mondo ideale, potreste avere un rapporto idilliaco col vostro capo ed esser abbastanza in confidenza. Nel mondo reale, quello in cui viviamo, il “cordiali saluti”, resta il congedo migliore. Cosa succede allora quando vi rivolgete ad un’alta carica giuridica? Le cose si complicano ulteriormente. Pensate che ogni vostra parola avrà un peso specifico. Potrebbe essere considerata una prova contro di voi o a vostro favore. Insomma, riferirsi ad un giudice richiede tutta la vostra concentrazione.

Prendetevi tempo per curare la vostra missiva nei minimi particolari.

Come scrivere una lettera ad un giudice

Scrivere una lettera ad un giudice non è una cosa che capita spesso, perciò dobbiamo prestare molta attenzione ad ogni elemento della stessa per comunicare al meglio il nostro messaggio. Vediamo come devono essere strutturate le varie parti che compongono la lettera-

L’intestazione

Scrivere una lettera ad un giudice è facile. Una volta armati di foglio di carta e francobollo, si può iniziare a strutturare il testo. Il linguaggio settoriale sarà d’aiuto a mantenervi in linea con il registro ufficiale del vostro messaggio. Si dovrà iniziare con le formalità già dall’intestazione, in cui dovrà figurare il titolo di “Onorevole“. Fate seguire alla carica il nome e il cognome del funzionario. Potreste optare per la forma abbreviata “On.”, ma lasciare la versione completa appare più altisonante. Corteggiare un po’ il destinatario può avere i suoi vantaggi.

I riferimenti

Le prime righe della vostra lettera non sono libere da condizioni.

Anche queste sono vincolate da una formula precisa. Dovrete inserire infatti il titolo ufficiale del giudice (ad esempio “giudice associato”). Fate seguire dopo la virgola una precisazione che indichi il nome completo della corte (ad esempio “Corte di Cassazione”). Ma le disposizioni non sono finite qui. Per far sì che la lettera sia correttamente compilata, è necessario un altro dato. Ricordate a questo punto di trascrivere l’indirizzo esatto del Tribunale. Subito dopo questa informazione, segnate la data nel formato giorno/mese/anno, nella parte sinistra del foglio. Nella stessa zona della lettera, includete i vostri recapiti. La via di residenza, la città, la provincia, il codice postale. Non è necessario specificare altro, come il vostro nome o il vostro titolo.

L’impaginazione

Sembrerà un’esagerazione, ma anche l’impaginazione ha la sua importanza quando volete scrivere una lettera a un giudice. Fate caso a lasciare una riga di spazio tra indirizzo e data. Per mantenersi in linea con lo standard, ripetete all’inizio del messaggio vero e proprio lo stesso indirizzo.

Il tutto sempre allineato a sinistra. A questo punto si può procedere col saluto iniziale. Anche questo dovrà mantenersi il più formale possibile. Usare “Egregio Signor Giudice” è una buona norma. Una volta data questa impostazione, potete finalmente pensare alla stesura vera e propria del testo. Un ultimo consiglio di stile: non fate rientrare i paragrafi e applicate un’interlinea singola. Se scrivete a mano, assicuratevi che la vostra grafia sia ordinata e comprensibile.

Contenuto

Che voi siate un avvocato in procinto di difendere il vostro assistito o che siate più semplicemente un amico, il principio non cambia. Scrivere una lettera a un giudice necessita un registro alto, perciò curate l’uso dei singoli vocaboli. L’effetto che possono avere le vostre parole dev’essere positivo. Come scrivere una lettera a un giudice che possa essere d’aiuto all’imputato? Si può fare, seguendo queste istruzioni. Individuate le qualità del soggetto sotto processo.

Insistere sul suo essere alla base un individuo equilibrato, che ha solo avuto un “incidente di percorso”, può orientare il giudice verso una sentenza meno severa. Sensibilizzate sulle capacità di recupero del processato, soprattutto in caso di dipendenze da sostanze. Descrivete il buon impatto che l’imputato ha avuto sulla tua vita. Sottolineate come una pena troppo aspra, potrebbe influenzare negativamente l’esistenza dell’imputato. Evitate inutili giustificazioni per le sue azioni illegali. Sembrerebbe una de-responsabilizzazione. Per lo stesso motivo, non calcate troppo sulle scuse. Darebbe l’idea di uno stratagemma per ispirare pietà. Nel caso in cui si presentasse l’occasione, fate notare gli effetti negativi dell’eventuale condanna su terze persone.

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Conclusioni

Adesso che abbiamo una prima stesura della nostra lettera passiamo alle conclusioni. La formalità continua ad essere la regola d’oro da seguire. Chiudete quindi con un “Cordiale/Cordialmente” seguito dal vostro nome completo e dal vostro titolo. Separate queste due informazioni con quattro righe bianche. Poi apponete la vostra firma. Altri suggerimenti utili alla causa? Scegliete bene la tempistica: spedite la lettera prima della sentenza ma dopo il verdetto. Così non rischierete, nella peggiore delle ipotesi, di influenzare negativamente il giudizio finale. Infine, è meglio conservare sempre una copia stampata di tutti i documenti inviati ad un funzionario. Fateli comunque consultare da un avvocato. Spedite via posta.

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1 Commento su Come scrivere una lettera a un giudice

  1. buongiorno anche sono nel cuore della notte ma mi trovo in una situazione che e molto dificile di dormire pensando che mi vogliono togliere il lavoro dell mia vita un aqusto che fatto tanti anni fa solo perche mia moglie avevva un debito con un suo sub affito e non avendo corisposto i canno di locazione li hanno pignorato il mio loboratorio e venderlo in asta e questo di sta demoralizanzo dell tutto sino ad arivare fare il suicidio e far saltare per aria tutto il mio lavoro fatto per anni per qualsiasi comunicazione questo e cell mio 3423408188 luigi grazie ( da mercoledi inizio sciopero della fame e persidio fisso in piazza tribunale di
    varese )

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